Accoltellò conoscente per strada a Oleggio, deve scontare 5 anni poi sarà espulso

tribunale il caldo

Aveva accoltellato per strada un conoscente e ora deve scontare una condanna definitiva a 5 anni e 4 mesi di reclusione per tentato omicidio. E poi sarà espulso dallo Stato italiano. Questa la sentenza che la Corte d’Appello, con uno sconto rispetto ai 7 anni del primo grado a Novara, ha inflitto a Y.A., 24enne di origine marocchina che il 29 luglio 2023, nel corso di una discussione vicino al teatro comunale di Oleggio, ha trafitto alla gola e al petto un ventisettenne di Pombia.

I giudici parlano di condotta particolarmente violenta (grave lo sfregio in viso e il tentativo di sgozzamento), che potenzialmente poteva sfociare in tragedia, e non hanno accolto la richiesta di derubricazione del reato proposta dalla difesa dell’imputato, secondo cui le lesioni erano superficiali e non era provata la volontà di uccidere, volontà sempre negata dallo stesso accoltellatore.

Al processo la vittima non si è costituita parte civile, perché non voleva ripercorrere in aula la terribile esperienza.

Fra i due ragazzi c’erano vecchie questioni in sospeso. In base a quanto ricostruito dai carabinieri, sulla base del racconto della vittima e di alcuni testimoni, l’aggressione si era consumata nel centro del paese, a pochi passi dal teatro comunale e dalla stazione. Il ventiseienne di Pombia stava camminando in compagnia di due ragazze quando era stato raggiunto dall’altro ragazzo che gli ha tirato due fendenti, uno alla gola e uno vicino al petto. Si era fermato perché le due amiche della vittima erano intervenute ed erano riuscite a separare i due, accorgendosi subito che l’amico era ricoperto di sangue.

Mentre l’autore del gesto si dava alla fuga, le ragazze avevano chiesto aiuto ad altre persone presenti in quel momento. Immediatamente era stato allertato il 118, che una volta giunto sul posto con il suo personale aveva trasportato il ferito all’ospedale Maggiore di Novara. Fortunatamente si era ripreso, dopo un delicato intervento, ed era stato poi dimesso.

I carabinieri di Novara hanno subito iniziato le indagini per rintracciare il fuggitivo, passando al setaccio alcuni luoghi dove c’era il sospetto potesse aver trovato rifugio. Lo avevano trovato il giorno successivo in un cascinale disabitato di Sant’Agabio, alla periferia di Novara. Lì era stata recuperata anche l’arma del delitto, un’arma da taglio simile a una forbice da giardiniere.

© 2026 La Voce di Novara
Riproduzione Riservata