È stata inaugurata nel pomeriggio di oggi, 29 maggio, ad Arona la prima Casa della Comunità del territorio novarese. La struttura, ospitata all’interno del presidio Asl di via San Carlo, nell’ex ospedale cittadino, è già operativa dal mese di maggio e rappresenta il primo tassello di una rete che nei prossimi mesi coinvolgerà anche le altre strutture finanziate dal Piano nazionale di ripresa e resilienza.
L’intervento ha interessato un presidio che già ospita numerosi servizi sanitari territoriali e che, grazie ai fondi del Pnrr, ha potuto ampliare e rimodulare la propria offerta. I lavori, eseguiti dalla ditta Multi Manutenzione di Cusano Milanino, hanno comportato un investimento complessivo di 921.960 euro e hanno riguardato la manutenzione straordinaria degli spazi e degli impianti esistenti.
La struttura si sviluppa su più livelli. Al piano seminterrato trova posto il servizio di radiologia; al piano terra sono stati ampliati gli spazi destinati ai medici di medicina generale, alla continuità assistenziale, alle cure domiciliari e al centro prelievi; il primo piano ospita gli ambulatori specialistici, mentre al secondo piano è stato realizzato l’Ospedale di Comunità, destinato ai pazienti che non necessitano di ricoveri ad alta intensità ma che, allo stesso tempo, non possono essere assistiti completamente al proprio domicilio.
«In questo presidio – ha spiegato il direttore generale dell’Asl Novara, Angelo Penna – da tempo sono concentrati numerosi servizi territoriali che oggi vengono ulteriormente rafforzati. Qui si integrano assistenza di base, specialistica e percorsi di presa in carico sia per gli episodi acuti sia per la gestione delle cronicità. L’Ospedale di Comunità rappresenta una risposta importante per quei pazienti dimessi dagli ospedali o che, pur restando a casa, attraversano momenti di riacutizzazione della malattia». Penna ha inoltre ricordato la presenza di attività chirurgiche ambulatoriali che completano l’offerta del presidio.
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Soddisfazione anche da parte del sindaco di Arona, Alberto Gusmeroli. «Grazie ai fondi del Pnrr e al sostegno della Regione Piemonte si sta ampliando l’utilizzo di questa struttura. Dopo la ristrutturazione offre servizi territoriali sempre più completi e rappresenta un punto di riferimento importante per la cittadinanza». Il primo cittadino ha inoltre ringraziato i volontari dell’Avo per il lavoro quotidiano svolto accanto ai pazienti.
A richiamare l’attenzione sul nodo delle risorse umane è stato invece il presidente dell’Ordine dei Medici di Novara, Federico D’Andrea. «Tutto questo è molto positivo, ma serve personale. Negli ultimi anni l’Asl ha fatto miracoli. Dopo la chiusura dell’ospedale di Arona sono stati mantenuti e ricollocati numerosi servizi territoriali, ma la carenza di professionisti resta un problema importante. Occorre continuare il confronto con la Regione per individuare soluzioni concrete».
Un tema ripreso anche dal responsabile dell’Ospedale di Comunità, Giuseppe Vaccino, che ha sottolineato il ruolo centrale dell’assistenza infermieristica. «La Casa della Comunità valorizza le peculiarità della professione infermieristica e la sua vicinanza alle persone. Il tempo della cura è anche tempo di relazione».
A chiudere la cerimonia è stato l’assessore regionale alla Sanità Federico Riboldi, che ha inserito l’inaugurazione aronese nel più ampio piano di riorganizzazione della sanità territoriale piemontese.
«Ci interessa che questi luoghi siano sempre più umanizzati. Le Case e gli Ospedali di Comunità si differenziano dagli ospedali tradizionali perché sono pensati per accogliere pazienti provenienti dai territori e per favorire il lavoro multidisciplinare tra medici di medicina generale e specialisti. In Piemonte abbiamo 170 cantieri aperti che riguardano 91 Case di Comunità, 30 Ospedali di Comunità e 36 Centrali operative territoriali. Oggi inauguriamo un nuovo percorso che cambierà il futuro della sanità e il rapporto tra cittadini e sistema sanitario, una sanità che non lascia indietro nessuno».
Alla cerimonia hanno preso parte anche l’assessore regionale Matteo Marnati, i consiglieri regionali Gianluca Godio e Annalisa Beccaria e il presidente della Provincia di Novara Marco Caccia.












