A Trecate il ballottaggio non deciderà soltanto il nome del prossimo sindaco. Deciderà soprattutto la guida politica della città nei prossimi cinque anni. Perché i numeri usciti dal primo turno raccontano un equilibrio fragile, quasi chirurgico, in cui cambia tutto a seconda di chi conquisterà il seggio di sindaco tra Raffaele Sacco e Roberto Minera.
In un Comune sopra i 15 mila abitanti, infatti, la legge elettorale assegna il premio di maggioranza del 60% dei seggi alla coalizione vincente. Tradotto: chi vincerà il ballottaggio porterà a casa 10 consiglieri su 16, lasciandone soltanto 6 alle opposizioni. E proprio qui si gioca la vera partita politica.
Se a vincere fosse Raffaele Sacco, forte del 47,01% ottenuto al primo turno e dei 3998 voti raccolti – 239 in più rispetto a Minera – la sua coalizione conquisterebbe la maggioranza assoluta del consiglio comunale. Il Partito Democratico diventerebbe il perno dell’aula con 4 seggi, seguito da Trecate Domani e Civica Trecate con 2 consiglieri ciascuna, mentre Trecate Attiva e Movimento 5 Stelle ne otterrebbero 1 a testa. Resterebbe invece esclusa Alleanza Verdi Sinistra. Dall’altra parte, il centrodestra pagherebbe un prezzo altissimo. Roberto Minera entrerebbe di diritto come candidato sindaco sconfitto, ma la sua coalizione si fermerebbe a 5 seggi complessivi: due alla civica Minera Sindaco, due a Fratelli d’Italia e uno allo stesso Minera. Resterebbero completamente fuori Lega, Forza Italia e Orgoglio Trecatese. Anche Rosa Criscuolo, terza classificata, entrerebbe in consiglio come candidata sindaca sconfitta, ma tutte le liste che la sostenevano rimarrebbero senza rappresentanza.
Se a prevalere fosse Roberto Minera, il premio di maggioranza consegnerebbe il governo della città al centrodestra con una distribuzione che fotograferebbe bene i nuovi equilibri interni: 4 seggi alla lista Minera Sindaco, 4 a Fratelli d’Italia e 1 ciascuno a Lega e Forza Italia. Nessun eletto per Orgoglio Trecatese.
Il centrosinistra, invece, si ritroverebbe drasticamente ridimensionato. Sacco entrerebbe come candidato sindaco sconfitto insieme a 2 consiglieri del Pd, uno di Trecate Domani e uno di Civica Trecate. Resterebbero esclusi Trecate Attiva, Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi Sinistra. Anche in questo caso Rosa Criscuolo conquisterebbe l’unico seggio della sua area politica.
Ma al di là dei numeri del consiglio, il primo turno ha già lasciato indicazioni politiche profonde. La prima riguarda il peso delle civiche. La lista Minera Sindaco, con il 17,13%, è stata la più votata in assoluto. Un risultato inevitabilmente trascinato anche dalla forza del cognome stampato sul simbolo, ma che conferma come a Trecate il voto personale continui a contare moltissimo. Bene anche nel campo progressista Trecate Domani al 9,50% e Civica Trecate all’8,42%, segnale di un elettorato che cerca contenitori più territoriali e meno ideologici.
Tra i partiti tradizionali, invece, la sfida vera è stata tutta tra Fratelli d’Italia e Partito Democratico. FdI si è imposto come primo partito cittadino con il 15,79%, ma il Pd ha risposto colpo su colpo fermandosi al 14,70%. Un duello, quello interno alle coalizioni, che ha scavato un solco netto rispetto agli altri partiti del centrodestra.
Nel centrodestra la Lega, ferma al 5,53%, porta a casa un risultato numericamente modesto ma politicamente meno disastroso di quanto sembri. Fuori dalle candidature quasi tutti i nomi storici del Carroccio trecatese, il partito ha di fatto dovuto ricostruirsi da zero, arrivando persino a trasformare la civica di Giorgio Capoccia in lista ufficiale della Lega. Molto più pesante, invece, il tonfo di Forza Italia. Il partito che già da gennaio aveva scelto di sostenere Minera, che aveva posto veti sulla presenza di Federico Binatti e Rosa Criscuolo e che di fatto ha contribuito alla spaccatura del centrodestra, si ferma a un modesto 4,25%. Un dato che rischia di diventare devastante in caso di sconfitta al ballottaggio: senza premio di maggioranza gli azzurri resterebbero fuori dal consiglio comunale insieme alla Lega, cancellando dalla scena amministrativa figure storiche come l’ex assessore Giovanni Varone e lo stesso Giorgio Capoccia.
Nel centrosinistra il Movimento 5 Stelle si assesta al 5,23%, un risultato in crescita rispetto al 2021 ma ben distante dai numeri di PD e civiche. Anche Alleanza Verdi e Sinistra, neonata formazione in città ha ottenuto un risultato lontano dai numeri nazionali con l’1,75%.

E alcuni segnali raccontano anche un cambio culturale nel modo di votare. Per i grandi partiti ha funzionato il cosiddetto voto d’opinione, quello dato al simbolo senza scrivere preferenze. Fratelli d’Italia ha raccolto 1279 voti contro 1054 preferenze, il Pd 1191 voti contro 882 preferenze, il M5S 424 voti contro 386 preferenze mentre la Lega 448 voti e 404 preferenze. Numeri che mostrano come una parte crescente dell’elettorato scelga prima il partito e solo dopo le persone. L’unica eccezione è Forza Italia: 388 voti di lista ma 344 preferenze, praticamente quasi un voto personale per ogni consenso ottenuto. Un dato che racconta un partito ancora aggrappato ai suoi candidati storici più che a una reale forza politica organizzata.
E poi c’è il voto disgiunto, altro elemento che potrebbe pesare anche al secondo turno. Sacco ha ottenuto 253 voti personali in più rispetto alle sue liste, mentre Minera si è fermato a 132. Un margine che suggerisce come il candidato del centrosinistra sia riuscito ad attirare una quota più ampia di elettori trasversali rispetto al suo schieramento. Adesso tutto si riduce a una domanda: Trecate vuole un’amministrazione politicamente omogenea guidata dal centrosinistra oppure preferisce riconsegnare il Comune a un centrodestra che però, già oggi, mostra fratture profonde tra partiti, civiche e leadership personali? Il ballottaggio servirà anche a questo: capire quale delle due anime della città riuscirà davvero a trasformare i numeri del primo turno in una maggioranza politica stabile.








