A Trecate, superata l’emotività dello spoglio, sono i numeri a tracciare la rotta. E raccontano di una città che sta rimescolando profondamente i propri assetti. Le urne restituiscono un quadro politico ibrido ed equilibrato: in un panorama in cui le formazioni civiche hanno saputo ritagliarsi un ruolo di primissimo piano, la sfida tra i partiti tradizionali si è ridotta a un netto ed esclusivo testa a testa tra Fratelli d’Italia e Partito Democratico, lasciando le altre sigle storiche a raccogliere le briciole.
Le civiche protagoniste e il duello ai vertici
La presa delle liste territoriali sull’elettorato è innegabile. La civica “Minera Sindaco” si è attestata come la più votata in assoluto con il 16,93%, un risultato indubbiamente trainato dal forte impatto del cognome del candidato impresso sul simbolo. Una buona performance civica si è registrata anche nel centrosinistra, con Trecate Domani (9,50%) e Civica Trecate (8,27%) a fare da solido scudo a Raffaele Sacco.
Eppure, all’interno di questo vivace ecosistema civico, sono due i partiti che hanno dimostrato di poter fare da vero e proprio motore delle coalizioni. Da una parte Fratelli d’Italia, che si impone come primo partito cittadino con il 15,85%; dall’altra il Partito Democratico, che risponde colpo su colpo arrivando al 14,81%. Un bipolarismo perfetto che ha svuotato le altre forze politiche: Lega (5,62% per Minera) e Movimento 5 Stelle (5,44% per Sacco) si ritrovano appaiati e ben distanti dalle vette.
Anche il voto disgiunto racconta molto degli equilibri interni alle coalizioni. Raffaele Sacco, infatti, ha raccolto personalmente 243 voti in più rispetto alle sue liste, mentre Roberto Minera si è fermato a un vantaggio personale di 132 voti.
La debacle azzurra
In questo quadro di ridimensionamento, spicca in negativo il dato di Forza Italia. Il partito che, per primo e rompendo gli indugi, si era esposto per sostenere la candidatura di Minera, si arena a un misero 4,25%. Un crollo che ha il sapore della debacle politica prima ancora che numerica: se al ballottaggio Minera dovesse essere sconfitto, gli azzurri non avranno nemmeno una rappresentanza.
Preferenze: crolla la vecchia guardia, finisce l’era Binatti
La vera rivoluzione trecatese si è però consumata sul fronte delle preferenze personali, certificando la fine di una stagione politica. Rispetto al 2021, i grandi “portatori di voti” del centrodestra escono pesantemente ridimensionati. Giovanni Varone, che nel 2021 sbaragliò la concorrenza con 193 preferenze, si ferma a 94. Nella stessa lista Giancarlo Rosina ne ottiene appena 27, mentre Mauro Bricco si ferma a 51 e il leghista Giorgio Capoccia arriva a 94.
Ancora più emblematico è il tracollo dell’area legata all’ex sindaco Federico Binatti, a sostegno di Rosa Criscuolo (che personalmente raccoglie 83 preferenze). I suoi fedelissimi storici scivolano tutti in fondo alle classifiche: Vincenzo Salerno (35), Michele Musone (34), Tiziana Napoli (32), Lorenzo Volontè (22). I numeri parlano chiaro: quel blocco granitico che aveva dominato il centrodestra locale non esiste più.
I nuovi equilibri
Dall’altra parte della barricata, nel centrosinistra, emergono invece nuovi baricentri. I numeri premiano profili come Marco Uboldi (che raccoglie 165 preferenze, risultando il più votato in città), Filippo Sansottera (152 nel Pd) e Anna Uboldi (140 nella Civica). Nel M5S l’unico acuto è del capolista Ivan Carlone (120). A destra, in un panorama frammentato, l’unico a tenere davvero botta nei numeri personali è Antonio Baraggini di Fratelli d’Italia con 155 preferenze, confermando la solidità del partito all’interno dello schieramento.
L’ago della bilancia verso il ballottaggio
I numeri del primo turno lasciano infine una considerazione matematica inequivocabile sulla coalizione di centrodestra. La spaccatura tra Roberto Minera e Rosa Criscuolo ha pesato enormemente sugli equilibri finali: non ha consegnato la vittoria immediata al centrosinistra, ma ha certamente spianato la strada a Raffaele Sacco, che ha chiuso sfiorando il 47%. Se il centrodestra avesse trovato una sintesi, oggi Trecate avrebbe probabilmente già un sindaco. Ora, in vista del ballottaggio, la palla passa proprio all’elettorato di Criscuolo, chiamato a decidere le sorti di una città che, urne alla mano, ha già iniziato a cambiare volto.








