Non è stata una semplice presentazione di lista, ma un atto politico vero e proprio. Con toni duri, rivendicazioni identitarie e attacchi frontali agli ex alleati, prende forma a Trecate “Futuro Trecatese”, una delle liste civiche a sostegno della candidatura a sindaco di Rosa Criscuolo, che al momento può contare su quattro liste – forse cinque, come lasciato intendere dal tavolo – e su un dato rivendicato con orgoglio: «Qui le persone continuano a proporsi, mentre altri fanno fatica a chiudere le liste».
Un debutto che ha delineato una resa dei conti dentro il centrodestra locale (e non solo), con una linea chiara: rottura con i partiti tradizionali e costruzione di una nuova area politica che guarda esplicitamente all’esperienza di “Futuro nazionale” del generale Vannacci.
Al tavolo, accanto alla candidata, anche figure simbolo di questo strappo come Davide Titoli, ex segretario di Fdi nel Vco, e Alessandro Pasca, ex assessore leghista della giunta Binatti. Ma a catalizzare l’attenzione è stata soprattutto la presenza del parlamentare Emanuele Pozzolo, special guest della serata e riferimento nazionale dell’area di “Futuro nazionale”.
Presenza che si inserisce anche in un quadro più ampio: tra il pubblico era presente Raimondo Giuliano, indicato come referente di uno dei due comitati novaresi legati a Vannacci. Assenza, invece, dell’altro comitato, il primo costituitosi sul territorio.
Pasca: «Mi avevano offerto il vicesindaco, ma ho detto no»
Tra gli interventi più attesi, quello di Alessandro Pasca, che ha chiarito subito il suo ruolo: presenza politica, ma senza candidatura. «Ieri abbiamo fondato il comitato Ovest Ticino di Futuro nazionale, ma io non mi candido: sono diventato papà da poco e la campagna elettorale è totalizzante. Non me la sento di stare fuori casa tutti i giorni». Un passo indietro che però diventa anche un messaggio politico, soprattutto quando rivela un retroscena: «Mi avevano proposto di fare il vicesindaco, ma ho rifiutato».
Da lì, l’affondo contro la coalizione avversaria di centro destra: «La differenza è evidente: mentre loro faticano a mettere insieme le liste e vanno a cercare candidati fuori città, qui le persone sono venute spontaneamente. È la dimostrazione che, al di là dei simboli, contano le persone».
Un concetto che si riflette anche nella composizione della lista, dove – è stato lasciato intendere – troveranno spazio anche ex amministratori della precedente esperienza di governo cittadino. Alla presentazione, del resto, erano presenti figure come Vincenzo Salerno, Michele Musone e Tiziana Napoli, nomi che segnano una continuità politica ben riconoscibile.
Pasca ha rivendicato anche il lavoro svolto: «Nella passata amministrazione abbiamo fatto scelte importanti, come il potenziamento della polizia locale. Oggi il rischio è che tutto venga smantellato». E poi, senza giri di parole: «Io ho lavorato in quella giunta finché qualcuno non ha deciso di tradire. Rosa questa candidatura se l’è meritata».
Titoli: «I partiti si spartiscono le città, noi diciamo basta»
Ancora più duro il passaggio di Davide Titoli, che ha portato un esempio personale per spiegare la rottura con i partiti. «Quello che è successo a Trecate non è un caso isolato – ha detto – a Verbania avevamo trovato un candidato condiviso, poi a un mese e mezzo dalle elezioni mi è stato imposto di cambiare tutto per rispettare accordi tra partiti».
Una logica che ha contestato apertamente: «In Piemonte si erano spartiti le città: ognuno doveva avere la sua. E chi non si adeguava veniva messo da parte».
Da qui la scelta: «Noi crediamo che non siano i partiti a determinare il consenso, ma le persone. E chi si candida deve pensare solo agli interessi dei trecatesi, non agli equilibri interni alle segreterie».
Pozzolo: «Qui l’unica vera destra. Il centrodestra? È comatoso»
Emanuele Pozzolo ha alzato il livello dello scontro politico, portando il dibattito su un piano più ampio. «Lo dico senza problemi: noi siamo quelli considerati sporchi, brutti e cattivi. Ma qui c’è l’unica vera destra». Un’affermazione che si lega direttamente alla linea di Vannacci: «Questa è una destra che vuole tornare a parlare con le persone, a guardarle in faccia, a costruire un rapporto diretto nei territori».
Poi la sfida, lanciata senza mezzi termini: «Da Trecate può partire il nuovo centrodestra del Piemonte. E vedrete che non mi sbaglio». Il giudizio sull’attuale scenario nazionale è stato netto: «Il centrodestra oggi è in uno stato comatoso. Giorgia Meloni è una persona capace, ma in questa fase non si sta dimostrando all’altezza». Infine non poteva mancare un giudizio sull’ormai ex sottosegretario Andrea Delamatro: «Siamo stati amici, ma da tempo non condivido le sue scelte, d’altronde io non faccio società con persone riconducibili a determinati mondi».
Criscuolo: «Basta giochi di palazzo, qui si tradiscono i cittadini»
A chiudere, l’intervento di Rosa Criscuolo, che ha impostato tutta la sua candidatura sulla rottura con il centrodestra ufficiale: «Oggi si stanno raccontando bugie ai cittadini e si decide chi deve guidare la città senza nemmeno partire da un programma. Questo significa tradire i territori». Il riferimento è stato diretto alla coalizione di centro destra che sostiene Roberto Minera: «Dopo quello che è successo, dopo un commissariamento nato da giochi di palazzo, abbiamo capito che nei partiti si è perso il senso del lavoro sul territorio».
Quindi la linea politica: «Qui non deve vincere una coalizione. Deve vincere Trecate, che oggi è una città che ha perso la bussola e deve ritrovare la propria identità». E l’ultimo affondo: «C’è chi costruisce le liste promettendo un posto. Anche a noi è stato offerto, ma abbiamo detto no. Questa è la differenza».
La chiusura è stata un impegno: «Siamo convinti che questa sia la strada giusta e non tradiremo i cittadini né la nostra città».







