Edilizia in ginocchio: l’allarme di Ance Novara Vercelli su rincari e forniture

Le tensioni geopolitiche internazionali tornano a scuotere le fondamenta del settore delle costruzioni. L’allarme arriva direttamente da Francesco Sogno Fortuna, presidente di Ance Novara Vercelli, che fotografa una situazione critica per le imprese edili del territorio: rincari insostenibili, materiali introvabili e una programmazione ormai impossibile.

Secondo il presidente dell’associazione che fa capo a Confindustria Novara Vercelli Valsesia, gli effetti del quadro globale sono già tangibili e pesanti. Le imprese segnalano aumenti vertiginosi su materiali essenziali come i derivati petrolchimici (bitume e polietilene in primis), a cui si aggiunge la scure del caro carburanti che sta mettendo in ginocchio l’intera filiera dei trasporti. «Molti fornitori stanno comunicando l’impossibilità di garantire i tempi di consegna dei materiali — spiega Sogno Fortuna —. Questo determina difficoltà operative enormi, specialmente per chi è impegnato nei cantieri del Pnrr, dove il rispetto dei tempi è un requisito fondamentale».

Il timore principale è che l’attuale instabilità alimenti fenomeni speculativi, lasciando le aziende da sole a gestire i costi della crisi. Per questo, Ance Novara Vercelli invoca un intervento governativo immediato, sulla falsariga di quanto fatto nel 2022 allo scoppio del conflitto russo-ucraino.

Le richieste sono chiare: misure di sostegno straordinario per le imprese del settore, sterilizzazione del gettito fiscale derivante dall’aumento dei prezzi dei materiali, interventi urgenti per arginare la speculazione.

In questo scenario di incertezza, l’Associazione nazionale costruttori edili del territorio si è già attivata per supportare tecnicamente e legalmente i propri associati. L’obiettivo è tutelare l’equilibrio economico dei contratti pubblici di fronte alle stazioni appaltanti.

Le strade percorribili, spiega la presidenza, spaziano dalla sospensione dei lavori alla rinegoziazione delle condizioni contrattuali, appellandosi ai principi di buona fede e di riequilibrio dei rapporti tra le parti per evitare il collasso del sistema produttivo locale.

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