Volley, la Igor taglia il traguardo dei dieci anni e rilancia il suo progetto

In occasione della ripresa della preparazione dirigenti, sponsor, staff tecnico e alcune giocatrici si sono ritrovati in un locale alle porte della città. Gli auguri anche dal questore: «Grazie allo sport un territorio è vivo e quindi anche più sicuro»

Taglia il traguardo dei dieci anni il progetto targato Igor Volley. La stagione appena iniziata, la numero undici, con la ripresa della preparazione avvenuta due giorni fa con un organico al momento ridottissimo – sono presenti unicamente Ilaria Battistoni e le nuove Giulia Bresciani, Gaia Giovannini e Kenia Carcaces – ha vissuto ieri sera, giovedì 25 agosto, il suo tradizionale “battesimo” in un locale alle porte della città. A fare gli onori il comitato tecnico della club – la presidente del club suor Giovanna Saporiti, il patron Fabio Leonardi, il direttore generale Enrico Marchioni e il dirigente Eraldo Peccetti – e poi lo staff tecnico al completo, senza ovviamente il coach capo Stefano Lavarini, impegnato con la “sua” nazionale polacca nella preparazione del Mondiale (proprio l’assenza di ben sette giocatrici novaresi in vista della rasegna iridata, è stato detto tra l’altro, «è un grosso motivo d’orgoglio per la società») e rappresentanti di diversi sponsor.


«Iniziamo l’undicesima stagione – ha detto suor Giovanna – con sette trofei in bacheca, ma quello che più conta è che le persone che nel 2012 iniziarono questa avventura sono ancora qui. Questo è un segno fondamentale che c’é stata veramente sinergia, capacità di dialogo, incontro e rispetto reciproco, con la volontà comune di fare qualcosa di bello, buono, importante per i nostri giovani e il territorio. Il successo vero è che a distanza di dieci anni siamo riusciti a stare uniti. Ci troviamo alla fine di un percorso e all’inzio di un altro».


Le considerazioni tecniche sono state affidate a Peccetti, Marchioni, al vice coach Davide Baraldi (al suo sesto anno con questo incarico), oltre alle quattro “igorine”, tutte entusiaste di vestire la maglia di Novara. Da parte sua Leonardi ha ricordato l’idea che ha portato alla nascita del “comitato tecnico” come momento di dialogo e confronto, soffermandosi su un’altra importante mission della società come quella sociale: «Lo sport è prima di tutto scuola di vita, per capire come sarà il mondo. La cosa che dopo dieci anni mi fa piacere sono i nostri sostenitori, non solo sponsor, che hanno avuto modo di appassionarsi e che quindi il loro compito è qualcosa di più di della concessione di un contributo economico. Con loro abbiamo creato un network relazionale che funziona. E in questa circostanza devo ringraziarli ancora di più perché dopo due anni di lookdown, con una guerra in corso, con le difficoltà di non avere una previsione su quello che sarà il futuro delle attività e l’incertezza nei confronti di questi macro fattori economici instabili, ci hanno confermato il sostegno. Questo è un bel segnale».


Due parole sullo staff tecnico, «che ha lavorato bene e ha meritato la riconferma. Abbiamo poi cercato di fare pochi cambiamenti nella squadra, ma con un progetto lungimirante. L’esperienza di questi anni è stata fondamentale. Nella passata stagione non abbiamo vinto perchè non sempre si può vincere. Sulla carta ci sono altri tre club che hanno investito parecchio e che contribuiscono a rendere il campionato italiano di volley femminile il più competitivo del mondo. Quest’anno abbiamo aumentato il budget, ma non basta solo quello. Siamo forti? Io dico che siamo fortissimi, anche se non basta per vincere».


Gli interventi si erano aperti con il saluto del questore di Novara, Alessandra Faranda Cordella: «Sono qui da poco ma mi appassiona quello che costituisce uno dei “core businnes” del territorio. La Igor rappresenta uno dei top ma quello che fa non è solo business, creando sinergia sul territorio che per chi fa sicurezza è importante. Ogni territorio vivo, che riesce a fare rete, è un territorio più sicuro. Noi lavoriamo tanto sulla prevenzione ma quando un territorio si muove e riesce a costituire un tessuto importantre, forse non arriverà a difendersi da solo, ma realizzerà un anticorpo importante in relazione a tentativi di inserimento di illegalità. Da questo punti di vista lo sport è importante, perché è anche il momento dove si costituiscono le regole e il futuro dei giovani».

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Luca Mattioli

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