Lo sport dal punto di vista medico

Una figura importante all’interno dello staff tecnico, impegnato nel lavoro di sinergia e stretto confronto descritto sempre con entusiasmo dal direttore tecnico Matteo Ingratta. Diego Contro è il medico sociale del settore giovanile dell’Agil Volley, attento alle necessità di ogni squadra, alle esigenze delle atlete, ancor di più in una stagione come questa. E’ proprio lui a fare il punto della situazione sotto il profilo medico.
Come è stata gestita la ripresa quest’anno? Ci sono state diversità?
«La ripresa degli allenamenti è stata pianificata con grande attenzione e adattata al contesto socio-sanitario delicato in cui ci troviamo. Durante il lungo stop abbiamo comunque fatto il massimo per far sì che le atlete arrivassero pronte al momento tanto atteso, sia psicologicamente che fisicamente. Nel rispetto dei protocolli Fipav e delle norme ministeriali siamo riusciti a organizzare l’attività, cercando di tutelare al meglio la salute delle atlete e dello staff. In questo senso la società ha fatto la differenza, mettendoci a disposizione fin da subito i migliori strumenti per lavorare bene e in sicurezza, senza mai lasciare nulla al caso, come sempre. Non è una situazione facile, in evoluzione quotidiana, tuttavia sappiamo bene che ognuno di noi gioca un ruolo fondamentale per il regolare svolgimento della stagione sportiva».

 

Quali sono di solito le problematiche e le esigenze delle atlete?
«Il costante lavoro degli ultimi mesi volto alla ripresa dell’attività in gruppo, con un particolare focus sulle abitudini quotidiane e alimentari, ha dato i suoi frutti. In occasione delle visite mediche di inizio stagione è stata fondamentale, più degli anni scorsi, la valutazione in equipe con fisioterapista e preparatore atletico, per programmare nei minimi dettagli il lavoro delle prime settimane. Possiamo dire comunque di aver ritrovato delle atlete pronte, soprattutto mentalmente, per affrontare al meglio la stagione».
Si fa un percorso di formazione e preparazione delle ragazze affinché siano consapevoli dei rischi da evitare in palestra e al di fuori?
«Assolutamente sì, e sono sicuro che questo modalità di lavoro faccia la differenza nella crescita atletica e sportiva delle ragazze. Fin dalle serie minori insistiamo molto sulla concentrazione e sulla serietà durante gli allenamenti, affinché la progressiva presa di coscienza del proprio corpo durante l’attività contribuisca alla prevenzione degli infortuni migliorando la performance sportiva; il nostro obiettivo è formare delle atlete, sia dentro che fuori dal campo, che imparino ad autogestirsi con maturità dall’ambito motorio a quello alimentare fino a quello comportamentale. Quest’anno è stato ancora più delicato: cerchiamo quotidianamente di mantenere alta la concentrazione anche in merito alla prevenzione dei contagi, su tutti quelli che possono essere considerati comportamenti a rischio. Le ragazze hanno capito che l’unico modo per tutelare la stagione sportiva e la squadra è tutelare se stesse».

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