«Il mio sogno? Indossare la maglia della nazionale»

«Il mio sogno, indossare la maglia azzurra». Presto potrebbe non essere più un sogno, ma la concreta realtà. Andrea Mattone è un 25enne novarese che nel proprio dna ha l’atletica leggera, così tanto che nei giorni scorsi ha conquistato due record italiani battuti e due medaglie d’oro ai campionati italiani Fisdir che si sono tenuti a Pescara con la maglia della Ashd Novara. Per lui, che gareggia anche nei circuiti Fidal con l’Atletico Mercurio, una prova massacrante di eptathlon più la gara dei 400 ostacoli, il tutto in una sola giornata.

 

 

Mattone, già detentore di sei record italiani, ha aggiunto nel suo palmares un nuovo sigillo nei 110 metri ostacoli (18″40) e nei 400 metri ostacoli (01’04″37) dove peraltro ha battuto il suo stesso record nazionale fatto ai campionati italiani dell’anno scorso a Macerata, portandosi a sette record detenuti e salendo a dieci titoli nazionali vinti nelle due Federazioni Fisdir e Fispes. Le altre prestazioni dell’atleta novarese valide per la prova multipla sono state: salto in alto (1.52 mt), getto del peso (7.03 mt), 200 mt. (24″62), salto in lungo (4.97 mt.), tiro del giavellotto (15.70 mt) 1500 (5’16″70). Punteggio conclusivo dell’eptathlon (2785 p.ti). «Erano obiettivi che volevo raggiungere, anche se proprio in questi mesi mi sono reso conto di quanto la salute sia davvero l’aspetto più importante, – dice il giovane – mi sono allenato da solo per tutto il lockdown e poi ho ripreso quando si è potuto».

Andrea ha provato altri sport prima dell’atletica leggera: «Ho abitato a Vigevano fino al 2002, poi con la mia famiglia mi sono trasferito a Novara. Papà è un ex giocatore di basket e ha militato nella squadra di Vigevano, io ho provato, ho indossato anche la maglia del Basket Club Novara ma mi sono reso conto che non mi piaceva». Nel 2012 Andrea ha conosciuto e “provato” la pista di atletica di viale Kennedy ed è stato amore a prima vista. «Ho gareggiato per il Team Atletico Mercurio e dallo scorso anno partecipo anche alle competizioni paralimpiche, sono un neurodiverso, ma mi trovo molto bene a gareggiare anche con le persone normodotate». Al novarese piacciono tutte le discipline, ma se dovesse scegliere «dire 200 e 400 metri piani». Il suo sogno nel cassetto è ben preciso: «Vorrei indossare la maglia della nazionale atleti neurodiversi e spero di poter così partecipare ai campionati paralimpici indoor a marzo a Nantes». Se potesse, il suo sport non lo cambierebbe mai: «L’atletica è la mia passione, mi ha cambiato la vita».

 

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