Il grido di David Okeke: “Ce l’ho fatta, torno a giocare”

“Non mollate mai nella vita.. anche quando tutto sembra senza speranza in un momento delicato come questo non mollate! Fiducia sempre perché poi la vita saprà ripagarti in meglio ed è quello che ho fatto io per due anni della mia vita, mai soddisfatto, sempre alla ricerca di risposte a quei punti interrogati. Sapersi circondare da persone che credono in te e abbracciarle forte.. la tua famiglia e i pochi amici che ti sono rimasti perché nessuno credeva in te ma tu, David Okeke, l’hai fatto. Si parlo a me stesso e mi guardo allo specchio dicendo si ce l’hai fatta orgoglioso, perciò tutti quanti abbiate fede, credete in dio e tutto questo sarà semplicemente un brutto”. Lo ha scritto proprio lui, sul suo profilo Facebook pochi giorni fa: David Okeke (foto di Luca Finessi), il lungo classe 1998 del College Basketball Borgomanero e promessa della Fiat Torino, torneo in campo. L’atleta, cresciuto a Borgomanero e con un anno di serie B nell’OleggioBasket nella stagione 2015/2016, si è accasato prestissimo in serie A, a Torino appunto, guadagnando minuti importanti. Poi lo stop nel febbraio 2018 per una aritmia, e da qui un lungo percorso.

David Okeke ce l’hai fatta”, te lo sei scritto tu. Che cosa significa? 

«E’ il mio grido di voce per dire che se ce l’ho fatta io può riuscirci chiunque, anche in questo periodo dure. Con questa frase voglio dire alla gente: non mollate!».

Non sei su un campo da basket da ormai oltre due anni, un lungo percorso…

«La mia ultima partita è datata 7 febbraio 2018 contro San Pietroburgo, dopodiché non ho più giocato, mi è stata negata questa possibilità per un problema cardiaco emerso durate un controllo di routine. Ho osservato un lungo tempo di riposo e poi l’operazione dello scorso febbraio».

 

 

Tre aggettivi per descrivere questi due anni?

«“Difficile”: per un giocatore di pallacanestro professionista non è facile stare fermo perché un professionista è sempre abituato ad allenarsi, figuriamoci per tanto tempo. Poi userei il termine “determinazione” essere determinati sempre, qualsiasi sia il problema, determinazione mentale. “Tortuoso”: perché ho avuto dei periodi incomprensibili come è normale che sia, di riflessione».

Hai avuto paura? Provato rabbia? Quali sono state le sensazioni?

«Sì, tutto torna al primo aggettivo che ho usato per descrivere questi due anni cioè “difficile”. Nel momento in cui per un giocatore non è facile stare fermi oppure ha un percorso tortuoso spesso il tutto si tramuta in frustrazione e rabbia, cose normali, allora cerchi magari di dedicarti ad altro nella vita e allenare la mente, come lo studio, e questo ti aiuta».

Il momento attuale non ti aiuta, tutto fermo, come vivi questa situazione? 

«Come la vivono tutti gli altri del resto. Questa è sicuramente un’altra “sfida” che devo affrontare io, e anche l’Italia, il mondo. Però io la vivo sereno, da un punto di vista sportivo, essendo da poco rientrato da un’operazione, ho bisogno di riposare. Leggo, passo del tempo con la mia famiglia. Io potrei essere in campo ad aprile, o fine aprile, ma aspetto!»

Sei felice?

«Felicissimo».

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