Altiora Verbania tira dritto in C tra allenamenti e fatiche in riva al lago

La recentissima ordinanza regionale che ha posto fine al divieto agli “sport di contatto” non ha minimamente intaccato la ripresa dell’attività della Pallavolo Altiora. Da un paio di settimane, infatti, la società di volley maschile verbanese ha cominciato la preparazione, al momento limitata alla prima squadra e a due compagini del settore giovanile (le Under 19 e 17), in vista della nuova stagione. Si suda e si fatica per ora in ambito “open” nella frazione di Vicchio, in attesa di poter riprendere confidenza con i tradizionali impianti “Ranzoni” e Cavalieri”, ma sempre agli ordini della confermata allenatrice cilena Montserrat Casas Brizzi.

 

 

Sì, perché in riva al lago Maggiore, nel volley maschile, è il femminile a farla da padrone. Una donna a bordo campo e una dietro la scrivania, visto che ai vertici della società c’è sempre Monica Morando: «Abbiamo tutti voglia di ricominciare – ha confermato la presidente – e di lasciarci alle spalle questo brutto momento. Il nostro vertice sarà ancora una volta rappresentato dalla serie C, dove contiamo di ben figurare». Un pensierino alla possibilità di essere ripescati in B l’avevate fatto? «No, perché per affrontare un campionato di categoria superiore occorrono risorse non indifferenti prima di tutto, oltre che materiale umano. Visto quanto accaduto in altri club anche recentemente preferiamo fare un passo alla volta, crescere e consolidarci, lavorando anche in funzione del vivaio».

Morando ha toccato un tasto dolente, quello economico: «Il Covid, e le sue conseguenze non solo dal punto di vista sanitario, hanno generato una crisi economica che ha coinvolto molte aziende che investivano non poco nello sport dilettantistico. Speriamo di riuscire ad avere una mano anche quest’anno da parte dei nostri sponsor per continuare l’attività in maniera serena». Ma nel frattempo tutti i dirigenti sono stati letteralmente mobilitati in un vero e proprio corso “post Covid”: «Fin dall’inizio abbiamo cercato di rispettare tutte le regole e i protocolli che venivano via via prescritti, dalla sanificazione al distanziamento. Siamo diventati tutti un po’ esperti, per dimostrare quanto sia importante riprendere, anche con qualche iniziativa tenutasi in città insieme alle nostre “cugine” della Rosaltiora». Per dare contemporaneamente un segnale di sperenza anche alla gente.

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