Solidarietà

Diocesi: 1,3 milioni per la carità grazie all’8per1000

Presentato un complesso di progetti, tra cui nuove strutture per l'accoglienza di persone nel disagio, un fondo per attivare tirocini lavorativi e uno per la "Spesa assistita" invece della borsa di alimenti. Il tutto in aggiunta alla normale assistenza erogata dai 54 Centri d'ascolto. Don Borroni (Caritas): «Operare nella logica della condivisione, della crescita e della corresponsabilità». E il vicario mons. Cossalter garantisce: «Rendicontiamo in modo trasparente». Molti i progetti su Novara e il suo territorio

Progetti per un valore complessivo di quasi 1,3 milioni di euro grazie al contributo portato dai fondi dell’8 per mille diocesano di oltre un milione. Questi gli importi dei progetti sul fronte della carità presentati questo giovedì mattina dalla Caritas di Novara ai volontari dei Centri d’ascolto in un affollato incontro in Vescovado.

Tra gli interventi più importanti, chiamati “Progetti emblematici”, vi sono, a Novara, la realizzazione di un piccolo rifugio per accogliere un paio di persone senza fissa dimora e in situazioni di emergenza (valore 70mila euro, a completamento del Condominio solidale “Don Artibano di Coscio” in via Massaia, aperto nel 2019) e, a Omegna, il progetto di ristrutturazione di Casa Mantegazza, valore 335mila euro, in cui realizzare alloggi per persone e famiglie in condizioni di bisogno ed anche dare spazi organizzati ai servizi caritativi della zona del Cusio, incrementando il volontariato e favorendo le iniziative di supporto ai più deboli.

 

 

Accanto a questi, definiti “straordinari”, anche quelli per un “Fondo Tirocini” e per la “Spesa assistita”, entrambi con dotazione di 25mila euro. Il primo punta ad offrire percorsi di ascolto, orientamento professionale e inserimento lavorativo tramite tirocinio in azienda a chi non ha lavoro e versa in condizioni precarie. Il secondo, che vede come partner il Rotary Club Val Ticino di Novara e la Fondazione Bpn, punta a fornire tessere prepagate in sostituzione della borsa della spesa a famiglie bisognose, aggiungendo l’accompagnamento di un volontario al supermercato in modo da orientare gli acquisti in modo responsabile, con l’obiettivo di avviare un processo di inclusione sociale.

«I fondi dell’8 per mille sono risorse importanti – ha spiegato il direttore della Caritas diocesana don Giorgio Borroni – che devono farci entrare sempre di più nella logica della condivisione, della crescita e della corresponsabilità». Sono queste tre, infatti, le parole chiave che guidano la logica degli interventi di quest’anno. «Questi fondi vengono condivisi – ha rimarcato don Borroni – non solo per aiutare e assistere le persone, ma per farle crescere e ridare loro dignità».

Alla presentazione il vicario generale della Diocesi, mons. Fausto Cossalter. «Oggi parliamo della distribuzione di soldi che non ci appartengono ma vengono dai contribuenti con la loro firma. Per questo vogliamo rendicontarne in modo trasparente» ha spiegato, aggiungendo: «Non vengono distribuiti a pioggia ma su progetti che vorremmo diventassero un segno e occasione di crescita, per la Chiesa e per la comunità civile, verso una attenzione agli altri, ai più deboli, che non è buonismo ma occasione di giustizia».

Sull’importanza dei fondi 8 per mille è intervenuto anche don Renzo Cozzi, responsabile diocesano del Sostegno economico alla Chiesa Cattolica, che, commentando il calo delle relative firme sulle dichiarazioni dei redditi, ha invitato i volontari a sollecitare a «questa forma di sostegno di quanto la Chiesa fa per i poveri, per i beni culturali, per la promozione umana a beneficio di tutta la comunità italiana».

I PROGETTI

La realtà di Caritas sul territorio è un complesso di 54 centri d’ascolto parrocchiali (pur non equamente suddivisi sulla vasta area che comprende le province di Novara e del Vco più la Valsesia) in cui opera costantemente un abbondante migliaio di volontari.

Sono anzitutto i luoghi della carità immediata, dell’assistenza diretta con contributi e alimenti alle persone più fragili, a chi è in emergenza abitativa, a chi ha perso il lavoro. Verso queste realtà, sono stati indirizzati 118 mila euro che attivano specifici “progetti sostegno” del valore complessivo di 162mila euro (di cui 24mila per il vicariato di Novara e 25mila per quello dell’Ovest Ticino da Bellinzago, a Trecate e alla Bassa).

Un secondo livello di interventi, tutti avviati dopo l’adesione ai “bandi” lanciati a marzo, è quello dei “progetti opere segno” «utili a mostrare – ha spiegato don Borroni – la presenza di Dio nella storia e a far capire dove le persone fragili vengono aiutate». Sono strutture già presenti sul territorio a cui sono stati indirizzati 195mila euro di fondi 8 per mille, attivando progetti da 287mila euro. A Novara riguardano la Casa di Giorno “don Aldo Mercoli” per anziani (9mila euro), l’ospitalità di persone nel disagio presso il Condominio Solidale “don Artibano” con l’opera Il Solco (43mila euro), il Consultorio famigliare “Comoli” (65mila euro), il CAV Centro di Aiuto alla Vita (10mila euro), l’associazione Liberazione e Speranza per percorsi di avvio lavorativo di donne (15mila euro) e l’Ambulatorio di Pronta Accoglienza (27mila euro).

«Tutti questi progetti – ha concluso il direttore della Caritas – possono essere sostenuti anche con un versamento sui conti delle Fondazioni Comunità Novarese e Comunitaria del Vco inserendo la causale “Fondo Rete Caritas”». Quindi ha dato appuntamento a marzo quando «ci saranno corsi di formazione per i volontari e si presenteranno i nuovi bandi» invitando gli operatori dei centri d’ascolto a «rendicontare le attività, che significa dare visibilità alle azioni intraprese e realizzate per il bene comune» e «alla massima trasparenza nell’operare, con fatture e pagamenti tracciabili».

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