Ex studente dell’Omar progetta in Canada un robot quadrupede

Si tratta dell'ultimo prodotto dell'ingegneria del settore realizzato da un'azienda fondata e diretta dal novarese Alex Santo ed è stato presentato nei giorni scorsi anche nella sede dell'Istituto di baluardo La Marmora. Il dirigente Ticozzi: «Importante stimolo rivolto agli allievi di oggi»

Si chiama Stanley e in tutto per tutto ha le sembianze del più classico quattro zampe amico dell’uomo. Solo che non è fatto di carne, ossa e,,, peli, ma si tratta di un piccolo e maneggevole robot, ultimo prodotto dell’ingegneria del settore dell’azienda hi-tech Ahead.io, con sede in Canada, fondata e diretta dall’ex studente dell’Omar Alex Santo.


Nei giorni scorsi questo vero e proprio “cagnolino artificiale” è stato presentato anche a Novara, presso l’istituto di baluardo La Marmora, nell’aula – laboratorio di sistemi e robotica del Dipartimento di elettronica alla presenza di due classi (3A Rob e 4B Rob) e grazie alla collaborazione dei docenti, del personale e del dirigente scolastico Francesco Ticozzi.


A presentare questa invenzione è intervento lo stesso ingegner Santo insieme alla responsabile della comnicazione Gaelle De Ruyter. Stanley, è stato spiegato, è un robot innovativo in grado di svolgere una serie di mansioni a supporto dell’essere umano. Riproducendo il movimento di un animale domestico riesce a monitorare lo spazio intorno a sé e, grazie ad alcuni sensori, riesce a spostarsi attraverso una console di comando oppure seguendo un percorso predefinito. Agile e leggero, è in grado di effettuare operazioni come salire e scendere le scale, aggirare ostacoli, saltare, in modo da potersi muovere facilmente in ambienti urbani e su superfici accidentate. Insomma, potrà efficacemente sostituire l’uomo in molti compiti che ancora ne richiedano la presenza.


Il robot è stato ideato inizialmente da un piccolo team di persone che sono state in grado di far “nascere” i primi prototipi utilizzando stampanti 3D e un computer Raspberry Pi. Questo ha permesso di realizzare un prodotto efficiente a costi contenuti, dando la possibilità a molte università e centri di ricerca di poterne acquistare un esemplare, disponibile in kit di montaggio, e utilizzarlo per sperimentare nuove applicazioni.


La presentazione novarese ha destato molta curiosità fra gli studenti e i docenti dell’Omar e per il dirigente Ticozzi «iniziative come questa rappresentano un importante stimolo per i nostri ragazzi, tecnici e progettisti del domani. Si tratta della messa in pratica di idee, la concretizzazione di applicazioni robotiche che potranno rivoluzionare la futura vita degli esseri umani».

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Luca Mattioli

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