Trecate, altri buoni spesa, ma la minoranza “bacchetta” Binatti

«Il sindaco si lamenta che gli aiuti economici sono pochi e poi non li spende neanche. E ci sono famiglie che sono in continua difficoltà perché non ci sono entrate lavorative. Nelle casse comunali ci sono ancora troppi soldi». E’ questa l’accusa che la minoranza di Trecate, in modo particolare il Pd con il consigliere Marco Uboldi, lancia nei confronti di Binatti e del suo modo di operare nella distribuzione dei buoni spesa.

La somma ritirata da Trecate è stata di circa 123mila euro, dei quali 6mila donati a Croce rossa. Su 117mila euro nelle tasche comunali sono rimasti al momento 54mila euro. Ma è pronta una nuova tornata di consegna. E degli euro avanzati 6mila sono stati consegnati alla parrocchia Maria Vergine Assunta, Sportello Caritas di Trecate per il maggior numero di richieste di beni di prima necessità e cibo.

«La distribuzione graduale dei buoni è stata voluta, – dice il primo cittadino Federico Binatti – forse la minoranza non si rende conto del grande lavoro che c’è alle spalle. Non abbiamo uno storico su cui basarci, per fortuna da un certo punto di vista. E’ tutto nuovo, è stato un metodo sperimentale che oggi posso dire essere funzionante e, speriamo non servirà di nuovo, ma lo applicherei allo stesso modo. In quattro giorni abbiamo raccolto adesioni e consegnati buoni a 1.650 persone, di cui 600 minori per un totale di 500 famiglie».

In una prima fase il Comune aveva fissato come reddito, 500 euro mensili per i nuclei da uno a tre persone e 700 euro per nuclei da quattro persone a crescere. Poi il tetto in euro è diventato di 700 e 900 euro.  Proprio lunedì 11 la giunta ha approvato una nuova distribuzione: 30 euro per ogni adulto e 40 per ogni minore (40 euro era la cifra consegnata a ogni persona nella tornata precedente). «L’obiettivo era aiutare tutti e ci siamo riusciti. Il sostegno a Croce rossa e Parrocchia era doveroso, reso possibile grazie alla collaborazione dei supermercati che hanno concesso il 10% di sconto sui prodotti. Abbiamo innescato un circolo positivo. Evidentemente non tutti si rendono conto del grande lavoro che c’è».

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