Il Coronavirus non ferma le lauree: Marta è dottoressa “virtuale”

La giusta emozione, un po’ di agitazione, il pubblico di famigliari e la tesi fra le mani. Un solo particolare: discussione in una stanza di casa.

 

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Marta Borsi, bellinzaghese, è una degli studenti che oggi, giovedì 5 marzo, ha conseguito la laurea via Skype, da casa, a causa delle misure contenitive del coronavirus. La giovane si è laureata in Ingegneria matematica al Politecnico di Milano con la tesi dal titolo “Cloud based integration: implementazione di una restful cloud api per la gestione di un flusso di integrazione enterprise”.

«Mi sono connessa alle 8.30, eravamo io e una mia compagna; alle 8.50 si è connessa anche la commissione, formata da quattro docenti. Prima ha discusso la mia compagna, poi è toccato a me: il tutto è durato 15 minuti esatti, mi hanno fatto una domanda e poi mi hanno proclamata. Ero in salotto con il mio pc e lo schermo della televisione che rifletteva la mia presentazione e con me i miei famigliari», racconta.

Un po’ di agitazione: «E’ stato un po’ strano. A me in generale non piace molto parlare davanti a tante persone, ma quando devo farlo mi butto e vado. Le gambe mi tremavano un po’ ma è andato tutto bene. E’ stata una forte emozione, un percorso lungo e sono contenta del risultato».

Una proclamazione virtuale: «Al momento sì, poi l’università ha creato apposta un momento più istituzionale, il “Graduation day”, durate il quale ci sarà la proclamazione e firmeremo tutti i documenti. Non sappiamo ancora una data, ce la comunicheranno non appena possibile».

E così Marta ha indossato la sua corona di alloro e sono iniziati i festeggiamenti, in casa naturalmente: «Trascorro la giornata con la mia famiglia, aperitivo e grigliata in cortile, poi quando si potrà festeggerò con gli amici».

Marta Borsi è alla sua prima laurea, la triennale, «e al momento anche l’ultima, – dice sorridendo – scherzi a parte, dopo il tirocinio per cui ho scritto la tesi, mi sono fermata a lavorare nell’azienda. Sono contenta, mi muovo in macchina, non so se sarà la mia strada per sempre, ma è un’ottima occasione per fare esperienza».

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