Coronavirus, per la ricerca tamponi anche sugli animali: Trecate e Galliate i capofila

Avere a disposizione un numero elevato di campioni in modo da fornire dati che siano scientifici e evitare allarmismi e psicosi. E’ questo l’obiettivo del progetto “SARS-Cov-2, RNA virale, anticorpi, cani, gatti” avviato dai Comuni di Galliate e Trecate con la Provincia, l’ambulatorio veterinario Salusvet, l’Ambulanza veterinaria, l’associazione locale Amici dei gatti e l’università degli studi di Bari.

 

 

Anche i campioni biologici di cani e gatti di proprietà di soggetti risultati positivi al tampone sono utili per ricercare anticorpi Rna virale e del Sars-Cov-2 e quindi utili alla ricerca. Al momento questo tipo di servizio è eseguito a tappeto con test sierologici in Lombardia, in Piemonte Trecate e Galliate sono i primi del territorio e anche fra i primi in Italia a lanciare qualcosa del genere.

Il servizio, assolutamente gratuito, è già attivo e l’Ambulanza veterinaria ha già effettuato un primo tampone su un gatto. Il progetto è applicato con la stretta collaborazione dei Comuni per non incorrere nel problema della privacy: i sindaci, che conoscono i nomi dei pazienti colpiti da Coronavirus, chiederanno loro l’eventuale presenza di un animale in casa e quindi la possibilità di poter effettuare un tampone. Solo con il consenso della persona coinvolta l’Ambulanza si presenterà a casa della persona e effettuerà il tutto a domicilio sul mezzo utilizzato appositamente e continuamente sanificato. Il progetto è offerto a tutta la provincia e si può richiedere direttamente, contattando l’Ambulanza veterinaria Novara al 348.5625578.

I responsabili del progetto sono i dottori Raffaello Bolzoni, Vanessa Cantarini e Davide Pozzi, a collaborare oltre a Cristina Gioria dell’Ambulanza anche Daniela Monfroglio.

«Come sentiamo spesso, ed è la verità, siamo di fronte a un Coronavirus nuovo, che dobbiamo poco per volta studiare, – ha detto il dottore Bolzoni durante la conferenza stampa di oggi, venerdì 24 aprile – i punti oscuri sono tanti, sappiamo di trasmissione uomo/animale per due cani e due gatti a Hong Kong e in Belgio e una tigre allo zoo del Bronx. Con questa raccolta di campioni vogliamo capire se gli animali rappresentano il “cul de sac”, ossia se l’infezione si ferma o se può tornare all’uomo. E in questo secondo caso in che modo, perché magari potrebbe contagiare l’uomo in una forma talmente lieve da essere anzi utile per la formazione di anticorpi e quindi dell’immunità. E’ bene articolare una serie di studi per poter arrivare a qualche di scientifico. Per esempio, – ha continuato – ci siamo resi conto che diversi gatti in questo periodo hanno sofferto di peritonite infettiva, non sappiamo se ci sia un collegamento, non sappiamo ancora nulla, ma è un dato curioso e da analizzare».

Agli animali verrà effettuato un tampone orofaringeo e laddove possibile verrà prelevato anche del sangue. Il materiale è arrivato dalla I-Vet di Brescia che ha dato il via al progetto. «Cercheremo ovviamente di dare meno fastidio possibile all’animale, – ha aggiunto Gioria – è qualcosa che dura davvero poco, come succede per il tampone su noi persone».

Per ora allarmismi e psicosi sono davvero basse, ma «E’ bene poter prevenire, – hanno detto Di Caprio e Binatti – in due mesi si è fatto tantissimo e siamo forse ancora nella fase embrionale degli studi, ma più analisi vengono fatte e più possiamo essere pronti e questo progetto dedicato agli animali ne è un esempio. Ben vengano tutte queste iniziative che possono aiutare la ricerca».

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