Carnevale trecatese fra bugie scherzose e frecciatine

Come si dice? A Carnevale ogni scherzo vale? Teoricamente sì, ma chissà dove finisce sempre il confine fra lo scherzo e la realtà.

Ci sono stati battiti di mani un po’ più forti del solito nel pomeriggio di domenica 16 febbraio in occasione dell’inaugurazione del Carnevale trecatese. Come di consueto re Bartula e regina Ghita hanno ottenuto le chiavi della città dal primo cittadino Federico Binatti per poterla “reggere” fino al martedì grasso.

«Ma non ho parlato io, è stata la Ghita» dice ridendo Antonia Suardi, che a Carnevale diventa appunto la regina. Quando la Ghita ha tentato di promuovere la vendita dei biglietti della lotteria di Pro loco le è uscito un «il comune non ci dà i soldi» che ha attirato tutti gli sguardi degli amministratori presenti. «E’ stato un modo scherzoso per cercare di rendere più responsabili i cittadini a fare beneficenza perché i soldi che entrano in Pro loco servono solo e unicamente per realizzare tutti gli eventi durante l’anno, eventi di cui godono praticamente tutti. Non siamo certo abituati a criticare chi governa davvero la nostra città». E sempre con ironia chiude: «Se poi volessero darci qualche soldo in più ben venga». A chiarire è stato anche il sindaco: «Ho detto che la regina aveva detto una grossa bugia, – spiega Binatti – il contributo è aumentato da 3 a 4mila euro e per di più prima lo si dava in due rate prima di Carnevale e dopo il bilancio di previsione, ora invece diamo tutto a fine novembre per evitare di anticipare spese. Capiamo benissimo lo spirito scherzoso, forse una frase così può sembrare un pochi forte. Ci teniamo molto al Carnevale »

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