Non è più soltanto una partita trecatese. Dopo essere approdato sul tavolo nazionale di Fratelli d’Italia, il destino del centrodestra nella seconda città della provincia di Novara per popolazione – il Comune più grande dopo il capoluogo – viene inserito in un ragionamento regionale che coinvolge altri snodi amministrativi strategici.
A dirlo, con una chiarezza che sposta il baricentro del dibattito, è il senatore Roberto Rosso, vice segretario regionale di Forza Italia, questa mattina a Novara per inaugurare il centro di giustizia riparativa.
La prossima settimana il partito riunirà un vertice piemontese per affrontare il nodo delle amministrative di primavera. E Trecate non è un caso isolato: il confronto riguarda anche Moncalieri (Torino) e Valenza (Alessandria), altri Comuni al voto questa primavera, dove il centrodestra dispone di più nomi ma sta lavorando per arrivare a una sintesi unitaria.
Il messaggio politico
Il ragionamento di Rosso è lineare: se a Moncalieri si troverà un’intesa su un candidato espressione di Lega o Fratelli d’Italia, allora a Trecate potrebbe maturare la convergenza di tutti su Roberto Minera, il candidato già indicato da Forza Italia. Tradotto: equilibrio tra territori, compensazioni politiche, accordi incrociati. Un classico schema da coalizione, dove le caselle si riempiono in base agli equilibri regionali più che alle dinamiche puramente locali.
Rosso è chiaro anche su un punto: l’unità non può essere evocata a parole, deve essere costruita con responsabilità da parte di tutti e tre i partiti. Un’impostazione che richiama – pur con toni diversi – quanto aveva già affermato un mese fa il ministro Paolo Zangrillo proprio a Novara in occasione della convention organizzata dal Circolo delle Imprese: «L’unità è un valore, ma non fino alla morte».
Un avvertimento che, oggi, suona meno come una “minaccia” e più come una leva negoziale.
Il fattore Criscuolo-Binatti
Nel quadro tratteggiato dal senatore entra anche la variabile interna. Rosso ha citato esplicitamente la scelta dell’ex assessora Rosa Criscuolo e dell’ex sindaco Federico Binatti, entrambi tesserati di FdI, di correre con una lista civica autonoma.
Una presenza sulla quale sia Forza Italia sia Minera avevano posto veti politici chiari. Paradossalmente, l’uscita di scena di quella componente dal perimetro ufficiale del centrodestra politico potrebbe rendere più semplice una ricomposizione tra i tre partiti tradizionali della coalizione.
Meno veti incrociati, meno sovrapposizioni, meno personalismi da gestire.
Perché Trecate pesa
Non è un Comune qualunque. Trecate è la realtà più popolosa della provincia dopo Novara, un baricentro amministrativo e politico che storicamente incide sugli equilibri dell’intero territorio. Per questo la partita non può essere lasciata all’improvvisazione.
Ma il dato politico resta: la decisione non si consumerà solo a Trecate. Almeno per quanto riguarda Fi, si giocherà in un vertice regionale, dentro una trattativa più ampia che tiene insieme Moncalieri, Valenza e altri dossier aperti.
La domanda, a questo punto, non è più “cosa farà il centrodestra a Trecate”, ma quale equilibrio regionale emergerà dal tavolo della prossima settimana.
Se la quadra arriverà altrove, Minera potrebbe diventare il punto di sintesi. Se l’accordo salterà, lo scenario resterà frammentato.
Allo stato attuale la sostanza è sempre la stessa: il centrodestra trecatese attende una decisione che non si prende più soltanto in casa propria.







