Tajani: «Il voto di ottobre avrà una valenza politica»

L'ex presidente del Parlamento europeo, numero due di Forza Italia, è intervenuto a Novara nella mattinata di oggi, sabato 10 luglio, per sostenere i candidati locali “azzurri” alle prossime elezioni amministrative: «Fondamentale il nostro contributo nel sostegno al Governo Draghi. Fisco, giustizia e burocrazia le tre riforme nella nostra agenda»

«Con 14 milioni di italiani chiamati alle urne nel prossimo ottobre per il rinnovo di diverse amministrazioni locali il voto avrà certamente una valenza politica». Ha esordito così Antonio Tajani, ex presidente del Parlamento europeo e oggi “numero due” di Forza Italia (vicepresidente e coordinatore unico del partito, secondo la dizione ufficiale), all’incontro di questa mattina con i candidati locali “azzurri” già impegnati nella campagna elettorale. Nel suo tour piemontese la tappa di Novara ha occupato gran parte della mattinata: prima un salto al gazebo allestito nella zona del Mercato coperto, poi la conferenza stampa, accompagnato dal coordinatore regionale Paolo Zangrillo, dal parlamentare novarese Diego Sozzani, dal commissario provinciale Massimo Marcassa e da Roberto Cota.


Tajani ha parlato in termini ottimistici della situazione del centro-destra, all’interno del quale Forza Italia sta crescendo «perché si è scrollata di dosso alcune incrostazioni. La nascita del Governo di “unità nazionale” è stata un’intuizione di Berlusconi, cambio di passo nella gestione della campagna vaccinale rispetto al passato (ovvio il riferimento al passaggio del testimone fra l’ex commissario Arcuri e l’attuale, il generale Figliuolo, ndr), perché secondo noi la salute è il primo problema ai nostri cittadini e con 500 mila vaccinati al giorno stiamo andando verso l’immunità di gregge». Poi quello che ha chiamato il terzo elemento, «riguardante i temi economici, con una Cassa depositi e prestiti che sia in grado di aiutare l’economia reale, le nostre imprese a crescere. E questi sono alcuni dei motivi per i quali gli elettori stanno apprezzando i nostro lavoro. Dobbiamo continuare in questa direzione, essere protagonisti delle tre grandi riforme che abbiamo in agenda: fisco, giustizia, burocrazia. Servono per rilanciare l’economia, non solo grazie alle risorse europee, ma anche per rimettere in moto quei 1.700 miliardi di euro dei risparmi degli italiani fermi nelle banche». Per quanto riguarda il blocco dei licenziamenti, «se non è accompagnato da una politica per la crescita non serve a nulla. Noi dobbiamo difendere il lavoro ed è importante impegnarsi per tutelare anche l’agricoltura; e lo voglio ribadire qui a Novara, luogo simbolo per la produzione del riso ma non solo. L’agricoltura è ancora un settore fondamentale».


Tajani ha affrontato tematiche nazionali, perché «accanto al voto territoriale, al modello di città, alla qualità dei nostri candidati, ne serve uno di opinione, oscillante, rappresentato da chi in passato si è astenuto o a preferito altri. In questo momento le amministrazioni hanno bisogno di persone serie, credibili e affidabili. Anche nella gestione finale dell’emergenza pandemica». E qui, visto il clima di vigilia della finale degli Europei, Tajani ha voluto usare una metafora sportiva: «E’ una partita, ma sono ancora 10′ da giocare. Stiamo vincendo ma il Covid ancora non ha perso…».


Altri due temi per sondare ulteriormente Forza Italia sono stati il ddl Zan e il progetto lanciato da Berlusconi sulla possibile “federazione” nel centro-destra: «Siamo contrari a questa legge così come formulata perché a nostro giudizio riduce gli spazi di libertà. Noi abbiamo sempre messo al centro la tutela della persona, al di là del suo orientamento sessuale; poi si rischia di dar vita a reati di opinione e togliere ai genitori la podestà di educare i figli. E comunque non pensiamo che questo tema sia una priorità in questo particolare momento».Sul secondo argomento, infine, «noi non proponiamo nessuna “fusione a freddo”. Non facciamo proposte per oggi ma a lungo termine, dico 2023 per governare poi… Il centro-destra ha bisogno di uno “scatto”, per arrivare a un qualcosa di nuovo, diverso anche da quello che fu il Pdl. Partendo da una base di unità, che non deve essere “monolitica”, ma fautrice di un progetto rivolto alla metà del secolo».

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Luca Mattioli

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