Scontro frontale tra Lega e il gruppo di Vannacci: in maggioranza si attende la resa dei conti

Non è mai una seduta semplice o rilassante quella dedicata all’approvazione degli equilibri di bilancio. Il lavoro tecnico e politico richiesto agli uffici e all’assessorato è gravoso e snervante, tanto che in apertura l’assessora Silvana Moscatelli, visibilmente infastidita dal brusio continuo in aula, è arrivata a sbottare minacciando di abbandonare i lavori: «Mi alzo e me ne vado». Eppure, la vera notizia emersa dal consiglio comunale di questa mattina non riguarda le cifre dell’ente, ma la spaccatura, ormai esibita a favor di telecamere, all’interno della maggioranza. Un duello a distanza che ha visto incrociare le lame tra la Lega e i consiglieri di Alleanza Novarese Futuro Nazionale.

La miccia: il caso De Grandis, il prato del Piola e l’uscita dall’aula

Il clima si è acceso in fase di premessa, ancor prima di addentrarsi nelle pieghe dei conti pubblici. Il consigliere Mauro Gigantino (An) è tornato alla carica su due fronti caldissimi per Palazzo Cabrino: la gestione dei rifiuti speciali legati al vecchio manto del campo sportivo Piola e, soprattutto, l’eco della richiesta di dimissioni del vicesindaco Ivan De Grandis. Gigantino ha chiesto con fermezza di concludere la discussione rimasta sospesa dalla precedente seduta segreta e di votare la mozione in sospeso, sostenendo che siano emerse gravi incongruenze tra le ricostruzioni fornite dall’assessore e quelle del sindaco Alessandro Canelli.

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La replica del presidente del consiglio comunale, l’esponente di Fratelli d’Italia Edoardo Brustia, è stata perentoria: la seduta era convocata per gli equilibri di bilancio, priorità assoluta, e la conferenza dei capigruppo aveva già stabilito che le questioni in sospeso sarebbero state affrontate in una riunione successiva al consiglio. Di fronte al netto rifiuto di mettere ai voti la sua istanza, Gigantino ha deciso di abbandonare i banchi in segno di protesta, seguito a ruota dai colleghi Maurizio Nieli e Michele Ragno. Un’uscita tutt’altro che silenziosa: in quei frangenti concitati, il consigliere Nieli si è infatti rivolto direttamente al primo cittadino, affermando che dovrebbe «vergognarsi e dimettersi».

Il testacoda: la dichiarazione di voto di Ragno

Se l’uscita dall’aula sembrava sancire lo strappo definitivo, il colpo di scena è arrivato poco dopo, al momento cruciale delle dichiarazioni di voto sul bilancio. Il capogruppo di An Michele Ragno, ha infatti preso la parola per annunciare il sostegno del suo gruppo al documento contabile. Ragno ha tentato di rimettere i cocci al loro posto con un esercizio di equilibrismo: ha ribadito «l’appartenenza alla maggioranza e la condivisione delle azioni fatte nell’interesse di Novara», precisando tuttavia che «il gruppo si riserverà di manifestare aperto dissenso ogni qualvolta riterrà che l’interesse della città non venga perseguito».

La stoccata della Lega: «Le parole hanno un peso»

Una “toppa” che ha inevitabilmente irritato il resto della coalizione, scatenando la reazione immediata della Lega. A farsi portavoce del malumore del Carroccio è stato il consigliere Arduino Pasquini. Dopo essersi unito «ai complimenti per il difficile lavoro portato a termine dall’assessora Moscatelli», Pasquini non ha fatto sconti agli scomodi alleati, evidenziando «l’assoluta e palese incoerenza tra la dichiarazione di lealtà appena pronunciata dal capogruppo Ragno e l’attacco frontale di un consigliere dello stesso schieramento».

Come si può dichiarare fedeltà alla giunta pochi minuti dopo aver intimato al sindaco di dimettersi? Una contraddizione che la Lega non è disposta a far passare sotto silenzio. Pasquini ha lanciato un avvertimento politico in piena regola, chiedendo esplicitamente al sindaco Canelli «di valutare con attenzione, nei prossimi giorni, il peso delle parole pronunciate in aula». Un richiamo alla responsabilità istituzionale: «Le urla e le provocazioni non possono essere gettate al vento con la sola finalità di strappare due righe sui giornali locali» ha affermato Pasquini. A Palazzo Cabrino, ora, qualcuno chiede di dare peso non solo ai fatti, ma anche a ciò che si dice.

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Immagine di Luca Galuppini

Luca Galuppini

25 anni, laureato con lode in Politics, Philosophy and Public Affairs all'Università degli Studi di Milano, lavora come addetto stampa.