Non poteva che finire così. Dopo mesi di tensioni, attacchi incrociati, mozioni di sfiducia e distinguo continui, la maggioranza di centrodestra che governa Novara ha ufficialmente scaricato i tre consiglieri di Futuro Nazionale. Michele Ragno, Mauro Gigantino e Maurizio Nieli, eletti nelle file di Fratelli d’Italia e poi approdati al movimento di Roberto Vannacci, da oggi non fanno più parte della coalizione che sostiene il sindaco Alessandro Canelli.
La decisione è stata assunta dai capigruppo di Lega Gaetano Picozzi, Fratelli d’Italia Franco Caressa, Forza Italia Pietro Gagliardi e Forza Novara Andrea Crivelli al termine dell’ennesima giornata ad alta tensione in consiglio comunale.
La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata la seduta di questa mattina. Durante il dibattito sugli equilibri di bilancio, infatti, i tre consiglieri hanno prima sostenuto che il sindaco avrebbe dovuto rassegnare le dimissioni, salvo poi votare a favore del provvedimento contabile della stessa amministrazione. Un comportamento che per la maggioranza ha rappresentato l’ennesima dimostrazione di una posizione ormai giudicata incompatibile con quella di una forza di governo.
«Riteniamo si debba uscire dall’ambiguità di chi da una parte dice di appartenere alla maggioranza e dall’altra si comporta da opposizione, senza portare contributi amministrativi se non critiche e polemiche» affermano i quattro capigruppo in una nota congiunta.
L’affondo è particolarmente duro. Secondo i firmatari, i tre consiglieri sarebbero mossi da «una logica di protagonismo personale, alimentata da una costante e quasi ossessiva ricerca dello scontro politico e verbale con la maggioranza, piuttosto che da un reale interesse per il bene della città».
Nel comunicato viene inoltre ricordato il percorso politico dei tre esponenti, eletti nelle liste di Fratelli d’Italia e successivamente confluiti in Alleanza Novarese prima dell’approdo nell’area vannacciana. Un passaggio che, secondo la maggioranza, avrebbe determinato «un progressivo e sempre più evidente allontanamento dalla visione e dall’azione amministrativa» del centrodestra.
Da qui la conclusione, senza possibilità di interpretazioni: «La maggioranza di centrodestra che sostiene il sindaco Alessandro Canelli ritiene di non dover avere più al suo interno il gruppo di Alleanza Novarese. Da oggi li consideriamo senza se e senza ma fuori dalla maggioranza di governo della nostra città».
Una presa d’atto che arriva però con notevole ritardo rispetto all’evoluzione dei rapporti politici. Da mesi, infatti, i tre consiglieri avevano assunto posizioni sempre più critiche nei confronti dell’amministrazione, fino a depositare la mozione di sfiducia nei confronti del vicesindaco Ivan De Grandis, uno degli atti più duri mai presentati da esponenti formalmente appartenenti alla stessa maggioranza.
Eppure, appena tre settimane fa, gli stessi capigruppo avevano respinto l’idea di una rottura. In particolare Andrea Crivelli, interpellato da La Voce di Novara dopo la presentazione della mozione contro De Grandis, aveva dichiarato: «Nessuno di noi li ha mai collocati al di fuori della maggioranza».
Quella posizione viene, dunque, definitivamente archiviata. E quello che per mesi è stato un matrimonio complicato, oggi diventa un divorzio ufficiale.








