Referendum, Genoni: «Ripartiamo da questo 30%»

Se da una parte gli attivisti del Movimento 5 Stelle rivendicano il fatto di aver “messo la faccia” sul fronte del “sì” al referendum per il taglio dei parlamentari, altrettanto, dall’altra parte della barricata, almeno a Novara, si può dire di Giuseppe Genoni. Il coordinatore provinciale di Italia Viva si era speso da tempo per il no e ora, con aplomb molto british, accetta la sconfitta, ma analizzando prima di tutto i numeri: «Considerando che tutti i partiti si erano espressi per un voto favorevole mi sarei aspetto un risultato ancora più… pesante. Invece il “no”, che non ha avuto rappresentanze partitiche alle sue spalle ma che ha affrontato questa prova delle urne potendo contare unicamente su comitati spontanei trasversali come quello sorto nelle ultime settimane a Novara deve imporre deve riflessioni».

«Il 30% degli elettori – continua Genoni – si è espresso contro questa riforma. E per questa minoranza che si dovrà lavorare in futuro, affinché questo 30% possa avere la sua rappresentanza. Perché in democrazia la rappresentanza non può essere barattata al costo di un caffé».

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