Pd, il candidato sindaco? «Una persona già impegnata in politica»

«Il candidato che sfiderà Canelli alle prossime elezioni amministrative sarà espressione del nostro partito e se le cose non dovessero andare bene dovrà impegnarsi a guidare l’opposizione per i successivi cinque anni». Lo ha detto il capogruppo del Pd in consiglio comunale Rossano Pirovano a margine della conferenza stampa di ieri, dopo aver affondato l’amministrazione Canelli su più fronti. Messo un po’ alle strette dai giornalisti su una situazione politica da tempo ristagnante all’interno del centro sinistra e segnatamente in quello che dovrebbe essere il partito guida della coalizione, l’esponente dei dem ha dichiarato che «stiamo lavorando in maniera molto seria per la scelta di un candidato o una candidata all’altezza. Lo stiamo facendo condividendo un percorso al nostro interno in primis; cercando di evitare errori commessi in passato». I tempi, però, stringono: «In autunno, dopo la programmata tornata elettorale di settembre, annunceremo il nome, che sarà l’esponente di tutto il centro sinistra, unito e compatto».

E il Movimento 5 Stelle, con il quale il Pd governa a livello nazionale? «Ci sarà un dialogo con loro, adesso è prematuro. Per ora posso dire che stiamo lavorando per avere un solo nome, supportato da tutto il partito». Dichiarazione questa che chiude ogni possibilità a una eventuale soluzione esterna con il personaggio espressione della cosiddetta “società civile”.

 

 

Ma c’è qualcuno disposto a offrirsi per sfidare un Alessandro Canelli il cui gradimento personale appare superiore ai consensi che potrebbero raccogliere gli stessi partiti che lo sostengono? Per Pirovano sì, come del resto il partito rivendica il diritto di poterlo scegliere, riservandosi poi «di aprire trattative con il resto della coalizione, partendo con quelli che sono al Governo con noi a livello nazionale. Lo faremo nei tempi giusti, chiarendo che quello che è successo ad Arona per noi rimane inaccettabile». Ma soprattutto, come già detto, un candidato, dovrà essere un candidato disposto, in caso di insuccesso, di guidare concretamente l’opposizione nell’aula di Palazzo Cabrino».

Insomma, non una figura gettata nell’arena con l’unico compito di contenere la sconfitta in termini accettabili. Pirovano, come del resto tutti, è ben consapevole che il percorso sia tutto in salita e la battaglia quasi “impossibile”. Ma si comincia sempre sullo 0-0 e con il pallone a centrocampo.

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Una risposta

  1. Complimenti per la prospettiva che si propone il PD novarese: prima il candidato ( PD) e poi si vede con gli altri!
    E i programmi?
    Avanti cosi,verso una sicura batosta, come se i precedenti nulla avessero insegnato.

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