Murante replica a Zangrillo: «Non ho lasciato Forza Italia perché volevo fare l’assessore»

L'ex presidente del Consiglio comunale, primo dei non eletti fra gli “azzurri”, contesta anche la scelta adottata nell'indicare il nome del componente della nuova giunta Canelli in quota a FI: «Mortificato il lavoro svolto durante la campagna elettorale da tutte le donne presenti nella nostra lista»

A stretto giro di web non si è fatta attendere la replica di Gerardo Murante alle dichiarazioni rilasciate a La Voce nella mattinata di ieri dal coordinatore regionale di Forza Italia Paolo Zangrillo. L’ex presidente del Consiglio comunale (nella foto insieme al sindaco Canelli durante la recente campagna elettorale), che la sera precedente aveva annunciato sulla sua pagina di Facebook di lasciare Forza Italia dopo che il partito aveva indicato al rieletto primo cittadino il nome di Teresa Armienti come assessore in quota a FI, ha voluto dichiarare una sua ricostruzione dei fatti, precisando prima di tutto di non aver abbandonato «il partito nel quale ho militato fin dal 1994 perché non mi è stata data la possibilità di entrare a far parte della nuova giunta Canelli».

I numeri dalle urne hanno parlato chiaro. Con 2.155 voti (pari al 5,7%) Forza Italia ha ottenuto due seggi nella nuova assemblea di Palazzo Cabrino, eleggendo il capogruppo uscente Pietro Gagliardi (più votato con 264 preferenze), seguito da Marco Gambacorta (140). Terzo, e quindi primo dei non eletti, Murante, staccato di soli 11 voti.

«A fronte di questo risultato – spiega Murante – è parso a tutti chiaro che Gagliardi fosse il più indicato ad essere “promosso” assessore. Di fronte a qualche sua perplessità, legata principalmente a impegni di lavoro, gli anche prospettato di accettare, offrendogli la possibilità, visto che a quel punto sarei subentrato in consiglio, di dargli una mano vista la mia precedente esperienza amministrativa».

E poi? «Quando nel fine settimana è stato deciso che l’assessore fosse una donna noi tutti abbiamo fatto un passo indietro. Considerato che abbiamo avuto dodici candidate in lista, ero convinto che tutte meritassero questa possibilità, non solo per l’impegno profuso nelle settimane della campagna elettorale. Tutte hanno letteralmente “scarpinato” per raccogliere preferenze e al tempo stesso portare voti al partito mettendoci la loro faccia».


Una soluzione che, fra domenica e lunedì, sembrava concretizzarsi, tanto che nell’ambiente erano circolati anche i nomi di Federica Bonfiglio (penalizzata forse però dall’aver raccolto unicamente 17 preferenze), ma soprattutto quello dell’ex coordinatrice dei giovani Francesca Riga, in assoluto la donna più votata. «Invece la scelta di nominare assessore una “esterna”, nei confronti della quale, ci tengo a ribadirlo ancora una volta, non ho nulla di personale, ritengo sia una mortificazione per tutte le nostre candidate».

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Infine l’ultima stoccata: «Non si venga a dire che non accetto di perdere e che non ho raccolto voti sufficienti. La sconfitta, l’insuccesso personale, lo riconosco. Non lascio Forza Italia perché volevo fare l’assessore a tutti i costi».

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Luca Mattioli

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