La fine del lockdown accentua i malumori del centro destra

La fine del lockdown ha rimesso in moto anche quel sottobosco di attività politica novarese che si sta lentamente preparando alle elezioni amministrative del prossimo anno. A poco meno di dodici mesi dal voto, non poche fibrillazioni si stanno registrando in particolar modo nel centro destra. Se gli osservatori sono unanimi nel ritenere certa la candidatura del sindaco Alessandro Canelli (forte soprattutto del consenso acquisito durante la gestione dell’emergenza sanitaria) molto si sta muovendo alle sue spalle fra i tanti che ambiscono a un posto nella ipotetica futura giunta o anche solo a un seggio nel prossimo consiglio comunale.

Anche se la coalizione (che lo stesso Canelli ha recentemente definito «granitica») sta dimostrando di essere ancora coesa attorno al primo cittadino, da più parti si cominciano a vedere grandi manovre” fra siluramenti eccellenti, sgomitate e corse (in solitaria o di gruppo) per accaparrarsi il tanto ambito posto al sole.

 

 

La Lega è il partito che esprime il primo cittadino e che dovrebbe essere l’asse portante dello schieramento. Difficile dire se il calo di consensi a livello nazionale possa ripercuotersi anche nel locale. Sta di fatto che il problema del partito, più che dei posti, potrebbe essere quello dei nomi. Partiti per altri incarichi Marzio Liuni (in Parlamento), Matteo Marnati, Riccardo Lanzo e Federico Perugini (in Regione) e venuto meno Mauro Franzinelli (entrato nello staff del sindaco), Canelli si trova a dover fare i conti con nuove figure. Molti consiglieri uscenti sono al primo mandato e una non ricandidatura suonerebbe come una bocciatura. Non è tuttavia un mistero che lo stesso primo cittadino non sia particolarmente soddisfatto dell’operato di qualche esponente del suo gruppo, tanto da avere messo in atto il rimpasto di giunta nel 2018 ed essere stato costretto, in più di un’occasione, a intervenire, in prima persona in Consiglio per tamponare gli assalti delle minoranze.

Fratelli d’Italia, che sta portando avanti una massiccia raccolta di nuovi militanti, appare in ascesa e da sempre può contare in città sulla regia del leader locale, il senatore Gaetano Nastri. Nella giunta esprime il vicesindaco (Franco Caressa) e due donne (Marina Chiarelli ed Elisabetta Franzoni) particolarmente attive tanto che nella futura corsa alle preferenze potrebbero costituire importanti assi con i consiglieri Edoardo Brustia e Ivan De Grandis, senza dimenticare qualche possibile new entry come l’ex Forza Italia Michele Contartese.

Venendo al partito azzurro, scomparso da Palazzo Cabrino come gruppo autonomo proprio dopo il passaggio di Contartese in FdI, il commissario Massimo Marcassa sarebbe propenso a un deciso rinnovamento, puntando molto su Pietro Gagliardi (ultimo capogruppo) e candidando a sorpresa il consigliere provinciale Andrea Crivelli (non più in corsa nella sua Trecate). A farne le spese potrebbe essere addirittura l’attuale presidente del Consiglio Gerardo Murante, già uscito piuttosto ammaccato dopo l’esperienza elettorale delle regionali del 2019,  al quale non sarebbe stato perdonato il suo “vai e torna” da FI. Infine, come già era accaduto lo scorso anno, non pochi attendono qualche mossa da parte di Teresio Colombo, già assessore nelle due giunte di Massimo Giordano.

Attorno ai tre partiti principali dovrebbero poi ritagliarsi spazio almeno un paio di liste civiche capitanate quattro anni fa da esponenti di rilievo come l’assessore al Bilancio Silvana Moscatelli, lo stesso Murante, Valter Mattiuz o Arduino Pasquini. Infine, spazio lo reclama da tempo Umberto Piscitelli (lo scorso anno “in trasferta” a Galliate a sostegno del poi eletto sindaco Di Caprio), che potrebbe portare al suo seguito qualche giovane come Pasquale Fierro, oggi consigliere a Mandello Vitta.

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