Iacopino, capogruppo 5 Stelle: «Siamo con il presidente Conte. Di Maio? È il nuovo Renzi»

Dopo lo strappo del ministro degli Esteri i grillini rimangono fedeli all'ex premier. Intanto a Montecitorio Crippa conferma che «non è in discussione la nostra appartenenza all'alleanza atlantica, la UE deve parlare con una voce unica e il Governo deve fare di più»

«Il nostro movimento, a livello locale e non solo, è con il presidente Conte». A parlare è il capogruppo dei Pentastellati in consiglio comunale Mario Iacopino, da tempo punto di riferimento dei grillini novaresi. Lo strappo consumato l’altro ieri dal ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, che ha formalizzato l’abbandono del Movimento 5 Stelle per lanciare il nuovo soggetto – Insieme per il futuro –, pare non abbia affascinato alciun esponente novarese, nonostante siano già una sessantina i parlamentari che hanno annunciato il cambio di partito.

«Giuseppe Conte – afferma Iacopino – è e rimane il nostro leader, che non a caso ha ottenuto il 90% dei consensi fra gli iscritti al momento della sua elezione. Sono numeri che la dicono tutta e quindi il problema non sussiste. Di Maio? Si sta comportando come un nuovo Renzi…».

Piena fiducia nei confronti dell’ex premier è giunta anche della base novarese dei movimento, proprio quasi in contemporanea con la dichiarazione di voto, pronunciata ieri dal deputato oleggese Davide Crippa a nome del gruppo parlamentare in occasione delle comunicazioni di Mario Draghi a Montecitorio in vista del Consiglio europeo. Nel suo intervento Crippa ha osservato che a ormai quattro mesi dall’inizio del conflitto in Ucraina «lo scenario nazionale è profondamente peggiorato per le famiglie e le imprese e che le prospettive per l’autunno non sono incoraggianti. Senza ipocrisie, è a rischio la tenuta sociale del Paese, così come potrebbero rendersi necessari interventi straordinari dal punto di vista energetico».

Crippa, pur ribadendo «la posizione atlantista ed europeista del movimento», ha rivendicato il diritto «di poter esprimere il proprio pensiero e sottolineare che gli interessi europei e degli Stati Uniti non sempre coincidano, in particolare dal punto di vista economico. La risposta deve essere collettiva e unitaria», chiedendo comunque al Governo di adoperarsi maggiormente per la tutela delle esigenze delle imprese e dei cittadini.

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Luca Mattioli

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