La rottura con la maggioranza era ormai consumata, ma i tre consiglieri di Alleanza Novarese-Futuro Nazionale rivendicano di essere stati allontanati non per aver cambiato schieramento, bensì per aver denunciato ciò che, a loro dire, non funzionava nell’amministrazione Canelli. E nel giorno in cui Lega, Fratelli d’Italia, Forza Italia e Forza Novara li dichiarano ufficialmente fuori dalla coalizione di governo cittadino, Michele Ragno, Mauro Gigantino e Maurizio Nieli contrattaccano con un duro comunicato che chiama direttamente in causa il sindaco Alessandro Canelli e il senatore di Fratelli d’Italia Gaetano Nastri.
«Ci cacciano perché diciamo la verità: Novara non può essere ostaggio degli equilibri di partito», sintetizzano i tre consiglieri, secondo i quali il sindaco «ha scelto di tutelare gli equilibri interni alla maggioranza anziché affrontare fino in fondo le criticità che abbiamo denunciato».
Nel documento il gruppo prende atto della decisione dei capigruppo di maggioranza, sostenendo che «certifica una distanza politica che esiste da tempo». Una presa di posizione che, assicurano, non cambia la loro collocazione politica: «Il gruppo Futuro Nazionale è nato nel centrodestra, continua a riconoscersi nei valori del centrodestra e non ha mai avuto alcuna intenzione di consegnare la città alla sinistra».
I consiglieri respingono anche l’accusa di protagonismo mossa dalla maggioranza. «La nostra esclusione non è il risultato di un presunto protagonismo, ma la conseguenza diretta delle denunce politiche e amministrative che abbiamo portato avanti in questi anni. Abbiamo avuto il coraggio di dire ciò che molti, all’interno della maggioranza, pensano ma non osano affermare».
Gran parte del comunicato torna sui temi che negli ultimi mesi hanno alimentato lo scontro con Palazzo Cabrino, a partire dalla gestione dello sport cittadino. Secondo Futuro Nazionale, gli accessi agli atti e le iniziative consiliari avrebbero fatto emergere «lavori eseguiti male, interventi da rifare e spreco di risorse pubbliche». Un riferimento diretto anche alla vicenda del rifacimento del manto erboso dello stadio Silvio Piola, sulla quale, sostengono i consiglieri, «gli atti parlano chiaro» e il sindaco sarebbe stato perfettamente informato, senza però assumere «decisioni conseguenti».
L’attacco politico più pesante riguarda però il funzionamento della maggioranza. Secondo il gruppo, negli ultimi anni «l’azione amministrativa del Comune di Novara è apparsa sempre più condizionata dagli equilibri interni ai partiti e dalle indicazioni provenienti dalle segreterie politiche». In particolare, i tre consiglieri affermano che «è sempre apparso evidente il peso politico esercitato dal senatore Gaetano Nastri nelle dinamiche della maggioranza e nelle principali scelte politiche che hanno interessato la città».
Da qui la rivendicazione di un modo diverso di fare politica. «Non crediamo in una politica guidata dai rapporti di forza interni ai partiti, dalle appartenenze o dalle fedeltà personali. Crediamo invece che le istituzioni debbano essere amministrate sulla base del merito, della competenza, della trasparenza e della responsabilità verso i cittadini».
Infine, i tre consiglieri respingono anche l’accusa di aver tradito il mandato ricevuto dagli elettori. «Chi oggi ci accusa dimentica che gli elettori ci hanno chiesto di controllare, vigilare e denunciare ciò che non funziona. Il vero tradimento sarebbe stato restare in silenzio».
Pur prendendo atto dell’esclusione dalla maggioranza, Futuro Nazionale assicura che continuerà a valutare «ogni provvedimento nel merito», sostenendo quelli ritenuti utili alla città e contrastando gli altri. «Non rispondiamo alle segreterie di partito. Non rispondiamo ai potentati politici. Rispondiamo esclusivamente ai cittadini novaresi», concludono Ragno, Gigantino e Nieli.








