Oleggio, l’Asd Gao piange il presidente Adriano Ghellere. Il consiglio direttivo: «Un uomo straordinario»

Lo storico presidente si è dovuto arrendere a una grave malattia

L’associazione Gao di atletica leggera è in lutto per la perdita di una delle figure più importanti del proprio organico. La scorsa notte è venuto a mancare, infatti, il presidente Adriano Ghellere (in foto, al centro), da sempre fulcro della società oleggese.

Ghellere era molto conosciuto e stimato in tutta la comunità oleggese e poche settimane fa, nonostante le precarie condizioni di salute, aveva voluto partecipare alla festa dei 50 anni del gruppo sportivo. «Un uomo straordinario dalle doti umane straordinarie, sempre attivo e disponibile a partecipare alle varie attività oleggesi proposte, ricordiamolo come giudice di gara all’ultima edizione corsa della Torta svoltasi a Pasqua – ricordano i dirigenti, gli istruttori e gli atleti della Gao -. Un grazie da tutta la squadra per averci insegnato la bellezza e i valori dello sport, la gioia nello stare insieme divertendosi e una promessa dal consiglio direttivo di proseguire il percorso seguendo il tuo esempio. Un uomo con una passione enorme per l’atletica leggera che sapeva trasmetterla a tutti i bambini e ragazzi di Oleggio. Adriano Ghellere storico presidente dell’Asd Gao Oleggio, ma soprattutto la persona che negli ultimi decenni ha contributo in modo determinante ad avvicinare i ragazzi al mondo dell’atletica».

Anche il primo cittadino di Oleggio Andre Baldassini, a mezzo di un post sul suo profilo social, ha voluto salutare un’ultima volta il presidente da poco scomparso: «Mi unisco, insieme a tutta l’Amministrazione Comunale, al dolore della famiglia di Adriano Ghellere che poche ore fa ci ha lasciati. Figura importantissima per l’Asd Gao Oleggio di cui è stato per anni il motore trainante oltre a tante altre iniziative oleggesi alle quali non ha mai fatto mancare il proprio sostegno e collaborazione. Un uomo dalle doti umane straordinarie, mi ha sempre stupito per il rapporto che sapeva stringere con i ragazzi, i giovani atleti, a metà strada tra l’allenatore e il padre che sapeva dare consigli ma anche strappare un sorriso».

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Paolo Pavone

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