Oleggio, è scontro politico sugli alberi dell’Eurospin. La minoranza «Città deturpata»

Il sindaco Baldassini: «Gli alberi in questione facevano parte di un terreno edificabile, privato e soprattutto commerciale. Polemica sterile e senza senso»

Un anno e mezzo fa nell’area ex tessitura Carminati è stato inaugurato il nuovo supermercato Eurospin. Un progetto nato su un terreno privato, commerciale ed edificabile popolato da numerose piante che, inevitabilmente, sono state abbattute.

«Nel gennaio 2021, come Uniti per Oleggio, abbiamo presentato un’interpellanza molto dettagliata sotto il profilo tecnico-urbanistico in ordine all’iter, a nostro avviso di dubbia legittimità, che aveva condotto al rilascio delle autorizzazioni necessarie ad aprire il supermercato, andando a disboscare un’area boscata di indubbio pregio paesaggistico» – spiega il capogruppo di Uniti per Oleggio, Massimiliano Ferrari.

«Come sempre, la risposta è stata profondamente insoddisfacente: priva di pregio sotto il profilo tecnico, quasi patetica a livello politico. A nostro avviso quel supermercato non poteva essere posizionato in quell’area perché è stata deturpata un’area di grande pregio, situata all’ingresso del paese. Il sindaco ci aveva garantito che sarebbero state quantomeno eseguite importanti ripiantumazioni, a titolo di compensazione ambientale – prosegue Ferrari. Qualcosa, evidentemente, è andato storto o, qualcuno, non ha raccontato la verità, visto che sembra di stare nella Death Valley».

«Dopo la Guandra e l’ex Consorzio Agrario – conclude il consigliere di minoranza – grazie a questa amministrazione i punti di ingresso al centro cittadino sono dei pessimi biglietti da visita, oltre che l’emblema stesso dell’amministrazione».

«Grave e fuori luogo l’affermazione di Massimiliano Ferrari sulla legittimità sotto il profilo tecnico-urbanistico – risponde il sindaco Andrea Baldassini – visto che quel terreno era edificabile dagli anni Novanta. L’amministrazione Ferrara lo aveva già inserito nel piano commerciale di Oleggio tanto che per quell’apertura non siamo andati né in giunta né in Consiglio comunale. Gli alberi di cui parla Ferrari non erano tutelati, erano piante cresciute all’interno di un terreno, privato, edificabile e addirittura commerciale. Non vedo davvero il senso di questa polemica sterile e priva di fondamento».

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Paolo Pavone

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