Si può fare industria seriamente

Cara Voce, leggiamo proprio oggi 1 Maggio, sul Sole 24 Ore,  che la Ducati di Bologna ha firmato un accordo con i sindacati per un terzo turno in fabbrica, un ritocco al premio di produzione, stabilizzazione di 80 persone e 600 nuove assunzioni. A tempo indeterminato.

Parliamo di industria, a Bologna Italia, senza lavoro nero, senza salari da fame, con accordo sindacale, con assunzioni. Non di finta impresa con sottoscalisti o lavoratori sfruttati nel solito Paese da sogno del Terzo Mondo, perfetto per certi finti industriali, dove il lavoro costa poco e non ha normali diritti e doveri.

Allora non è vero che siamo solo e necessariamente il Paese della Grande Bellezza, pizza mandolino e sfilate, che piace tanto a certo story telling. Non è vero che si deve delocalizzare sempre e tutto. Non è vero che servono le finte cooperative di lavoratori per aggirare la legge. Non è vero che si deve evadere. ( …perché tanto in Confindustria e al Rotary nessun socio te lo fa notare e si siede al tuo tavolo lo stesso. Vergogna). Certo non tutti saranno bravi come Ducati, Brembo o Ferrari. Però la Peugeot e la Wolkswagen pagano salari onesti in Europa…

Le nostre aziende di macchinari industriali progettano e producono in Italia ed esportano ed installano in tutto il Mondo. Allora non sarà che la vera differenza è fra chi fa industria bene, fra chi è bravo e chi invece lo è un po’ meno?

Buon 1 Maggio a tutto il mondo del lavoro, quello che fatica con competenza, quello per bene, quello che merita rispetto perché crea benessere e dignità.

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Con questo "nome de plume" un esperto di economia e finanza commenta per La Voce i principali fatti della giornata sui mercati e nel mondo dell'industria e del lavoro

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