Teatro Coccia, La Traviata è il preludio per un ritorno alla tradizione

In scena al castello giovedì e venerdì, l'opera verdiana segna un passo verso la normalità

Il Teatro Coccia ha scelto l’opera più nota al mondo per dare il via alla stagione della tradizione. Una promessa che il direttore Corinne Baroni aveva fatto quasi un mese fa durante la presentazione della stagione autunnale. Giovedì 29 e venerdì 30 luglio, sarà, infatti, il cortile del castello ad accogliere La Traviata di Verdi nella sua versione originale. Una produzione dell’Accademia dei mestieri d’opera del Coccia che vedrà protagonisti cantanti e direttori d’orchestra dell’Accademia stessa. In buca l’orchestra Carlo Coccia e il coro è il San Gregorio Magno di Trecate.

«Una produzione che possiamo portare in scena grazie al finanziamento del Ministero e della Regione con un biglietto dal valore simbolico: uno sforzo notevole per il Teatro ma anche un regalo alla città che si merita di tornare a vedere l’opera – spiega Baroni -. Se vogliamo ricominciare a proporre opere di repertorio dobbiamo farlo bene. Questo è solo il primo passo per tornare a una situazione prepandemica».

«Un segnale di ritorno alla normalità per chi da un anno e mezzo si è visto stravolgere la propria esistenza – commenta da Trapani dove è stato nominato direttore artistico dell’Ente Luglio musicale, Matteo Beltrami, direttore musicale del Coccia e docente di direzione d’orchestra dell’Accademia. Con la pandemia tutti i progetti sono stati bloccati: è stato difficile per i professionisti avviati, ancora di più per i giovani che non hanno esperienza e nemmeno una carriera e hanno investito molto per gli studi. È fondamentale ricominciare su questa strada che è stata interrotta. Il nostro compito è proprio questo: dare un’altra possibilità a questi giovani professionisti ed è proprio per questo che sceglieremo tra loro i migliori per questa opportunità con il pubblico presente».

E ci tiene a precisare: «Non è un saggio finale, ma un vera e propria produzione del Coccia con un marchio e una garanzia. Lo stessa operazione dello scorso anno con Il Barbiere di Siviglia al castello, ma con la differenza che nel 2020, in seguito alle norme sul distanziamento, non si poteva utilizzare l’orchestra».

Ma La Traviata è solo il preludio di quello a cui il pubblico potrà assistere nel 2022: «Come ho già annunciato, ogni nuova stagione verrà inaugurata il 22 gennaio in occasione della festività di San Gaudenzio e avrà una durata di dodici mesi – prosegue Baroni -. Ci sarà il ritorno ai grandi titoli operistici con gli autori più noti e poi sinfonica, balletto e titoli contemporanei. Abbiamo un teatro nuovo con palcoscenico e camera acustica: li sapremo impiegare al meglio».

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