Nel cortile del Duomo uno spettacolo dedicato a San Bernardo di Aosta

Nel cortile del Duomo uno spettacolo dedicato a San Bernardo di Aosta. “Il sogno del piccolo gigante delle montagne. San Bernardo di Aosta” è stato realizzato in occasione dei 940 anni dalla morte del santo. Lo spettacolo è in programma giovedì 16 settembre alle 21.15 nel cortile del Duomo: l’ingresso è libero e in caso di pioggia l’appuntamento è rimandato alla sera successiva, venerdì 17 settembre.

L’opera è realizzata dall’associazione culturale “Orizzonte Teatro” con “Teatro dei Passi”, in collaborazione con la Diocesi di Novara. Lo spettacolo è scritto e interpretato da Guido Tonetti, che cura anche la regia, con i contributi video realizzati da Fabio Valeggia. Frutto di approfondite ricerche storiche, racconta la vita di San Bernardo, che Pio XI, il Papa alpinista Achille Ratti, proclamò Patrono delle montagne e dei montanari.

«Abbiamo accettato volentieri di contribuire alla realizzazione di questa opera nel 940° anniversario della morte di San Bernardo, ospitandone la messa in scena nello spazio adiacente alla nostra Cattedrale, all’interno della quale sono custodite le sue reliquie. La bellezza di questo scorcio “nascosto” della città sarà una quinta perfetta per lo spettacolo, il cui linguaggio e costruzione drammaturgica restituiscono in maniera originale e capace di parlare a uomini e donne di oggi, non solo l’attualità della vicenda umana di Bernardo, ma anche la freschezza della sua testimonianza evangelica», dice il vicario generale della diocesi di Novara don Fausto Cossalter.

«La spinta alla stesura di questa opera sono le parole del vescovo Aldo Del Monte: “Custodiamo le reliquie di San Bernardo e dovremmo, di conseguenza, conservarne l’eredità spirituale. Ma le reliquie e le immagini di lui restano velate in una specie di sottile dimenticanza, e non vorremmo che la stessa cosa avvenisse del suo messaggio” – dice Guido Tonetti -. L’intento è proprio riscoprire la sua storia: quella di un uomo che nel suo sforzo nel realizzare ospizi sui valichi e i passi alpini percorsi da pellegrini e viandanti ha messo l’impegno ad unire popoli e nazioni nel segno dell’accoglienza».

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