Il 2026 del conservatorio Cantelli si apre con “I concerti del sabato”

Il 2026 si apre come un anno speciale per il conservatorio Guido Cantelli, che guarda ai prossimi mesi con un calendario fitto di progetti, appuntamenti e percorsi dedicati sia agli allievi sia a quel pubblico che da anni accompagna e sostiene l’attività dell’istituzione musicale novarese.

Ad anticipare gli eventi più attesi della nuova stagione, il mese di gennaio segna il ritorno di “I Concerti del Sabato”, una rassegna ormai consolidata, capace di coniugare alta qualità artistica, valorizzazione dei giovani talenti e dialogo con la città. Tre appuntamenti, a ingresso libero, che attraversano luoghi simbolici e linguaggi musicali diversi, dal grande repertorio organistico alla musica del Novecento, fino a un progetto dedicato alla memoria.

Organo e archi nella basilica gaudenziana

Il primo concerto è in programma sabato 10 gennaio alle 16.30 nella Basilica di San Gaudenzio, per un’uscita straordinaria della rassegna. Protagonista sarà il monumentale organo Mascioni, affidato a Massimo Gabba, docente del Conservatorio e concertista noto per la sua predilezione per il repertorio romantico francese e tedesco. In programma la Fantasia e fuga in sol maggiore di Hubert Parry e la Suite per organo, violino e violoncello op. 149 di Joseph Gabriel Rheinberger, con Constantin Beschieru al violino e Andrea Scacchi al violoncello. La presentazione del concerto è affidata ad Alessandro Zignani a partire dalle 16.00.

Giovani talenti all’auditorium

Sabato 17 gennaio alle 17, l’auditorium del Conservatorio ospiterà un pomeriggio dedicato ai giovani interpreti. Nella prima parte, il flauto di Vittorio Nissotti e la chitarra di Alessandro Ciusani affronteranno pagine di Johann Sebastian Bach e Franz Schubert. La seconda parte vedrà protagonista il pianista Davide Picaro, con un programma interamente dedicato ai Quattro pezzi op. 4 di Sergej Prokofiev. Introduzione a cura di Alessandro Zignani.

Musica e memoria

Il ciclo si chiude sabato 24 gennaio alle 17, sempre all’auditorium, con “La musica della memoria”, un progetto che intreccia musiche e parole della tradizione ebraica yiddish, tra melodie d’autore, canti popolari e nuove composizioni. Il Tzemach Niggun Project (2006–2026), ideato da Corrado Fantoni e Ruven Latiàni, propone un percorso nel segno di una rinnovata Yiddishkayt. In scena Daiane Scales, Pietro Begni e lo stesso Fantoni, con musiche di Fantoni e di Maurice Ravel. L’introduzione alla Giornata della Memoria in musica è prevista dalle 16.30, ancora una volta a cura di Alessandro Zignani.

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