Bellinzago, Cristiana Meneghin torna in libreria con le sue “Crostatine al melone”

Il nuovo romanzo è un viaggio romantico che prende forma a Orta San Giulio

Il Lago Maggiore sullo sfondo, un amore che nasce in cucina e intrecci di vita che scandiscono un filo narrativo docile, ma al tempo stesso accattivante. E’ questa la ricetta del nuovo romanzo dell’autrice bellinzaghese Cristiana Meneghin, edito dalla casa editrice torinese Land.

Per la Meneghin è un ritorno in libreria, visto che ha già all’attivo diverse pubblicazioni: “Ananke”, “Artemisia, eros”, “L’ultima notte al mondo” ed “Eterno” scritto con Maura Radice. Il fil rouge è sempre l’amore, descritto e inserito in ambientazioni diverse, ma con voce definita e ormai rodata. Il tocco creativo della scrittrice e insegnante è riconoscibile e si marca grazie alla freschezza e a uno stile intenso che nelle pagine del suo ultimo lavoro, “Crostatine al melone”, trova l’assetto definitivo. «Questo romanzo è da due anni che è in cantiere, è nato durante un estate abbozzato su un block notes con la copertina gialla – commenta soddisfatta la scrittrice- . Con il tempo poi c’è stato un grande lavoro di revisione anche grazie alla mia amica Maura che da sempre corregge i miei testi. Crostatine al melone sono emozioni, è una storia di rinascita, rivincita di crescita personale, ma anche di celebrazione dei paesaggi in cui abito: è ambientato a Orta San Giulio. “Crostatine al melone” non è solo una commedia romantica, ma la storia di una donna che ha sofferto, fino a smarrirsi e torna ad amare la vita. Questo è quello che mi ha spinto a scriverlo. Durante il mio percorso da scrittrice mi sono cimentata in diversi generi, fantasy e rosa, dunque non è stato proprio un salto nel vuoto questo romanzo, anche se noto di avere maggiori difficoltà a scrivere romanzi reali più che quelli fantasy. Il genere fantastico lo sento più mio».

«Ho appena concluso la stesura del mio prossimo romanzo – conclude la Meneghin. Credo di poter svelare anche il titolo “Anemos”. È un romanzo fantasy, distopico a cui tengo molto molto, ambientato presso Bellinzago e la Badia di Dulzago in un futuro apocalittico, ma molto realistico. Il messaggio principale è la tematica ambientale».

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Paolo Pavone

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