Pulizie aziende sanitarie, i sindacati: «La Regione risponda sui tempi del cambio d’appalto»

Il Tar ha respinto i ricorsi delle ditte escluse, dopo che il Consiglio di Stato aveva bloccato la gara aggiudicata con un ribasso del 30%. Filcams Cgil: «Si apre ora la fase più complessa e delicata per realizzare i cambi di gestione. Interessati 650 lavoratori»

Pulizie aziende sanitarie, i sindacati: «La Regione risponda sui tempi del cambio d’appalto». Dopo lo stop alla gara da parte del Consiglio di Stato, il Tar ha respinto i ricorsi delle ditte escluse. Lo rende noto Filcams Cgil: «Siamo ora in attesa di conoscere le decisioni che assumeranno le Aziende sanitarie interessate dalla gara in merito ai cambi di gestione nei servizi. Rimangono ancora tutte presenti le pesanti criticità che già da tempo la Filcams Cgil denuncia e su cui alcuna risposta è pervenuta».

I titolari del nuovo appalto avrebbero infatti dovuto diventare operativi dal 1° luglio, ma il 7 maggio il Consiglio di Stato ha bloccato la gara (leggi qui) che ammonta economicamente a circa 315 milioni di euro con un affidamento di cinque anni (3+2) e il coinvolgimento di circa 3000 lavoratrici e lavoratori. Aperta nel 2018, prima della pandemia, è stata aggiudicata in tempo di Covid a 3 società: Samsic Italia per Città della salute di Torino – lotto 1; Cm Service per il lotto 3 e Markas srl per i lotti 2/4/5. Il 5 è il lotto che riguarda le province di Novara, Biella, Vercelli e Vco.

Secondo quanto riferisce il sindacato «il Consiglio di Stato nella sua Ordinanza di sospensione della gara si è pronunciato affermando che in relazione all’emergenza sanitaria in atto debba essere prevalente, rispetto alle esigenze di risparmi economico-finanziario, l’interesse pubblico generale alla continuità ed adeguatezza del servizio di pulizia e sanificazione delle strutture ospedaliere e sanitarie. Una gara aggiudicata con circa il 30% di ribasso mette fortemente a rischio la condizione di garantire adeguati servizi di sanificazione e pulizia nelle aziende sanitarie a salvaguardia della tutela della salute pubblica. Sono circa 650 le lavoratrici e i lavoratori interessati da questo cambio di appalto – precisa la Filcams Cgil – che esprimono forti preoccupazioni sulle loro prospettive occupazionali e sul futuro dei loro contratti».

Il sindacato chiama in causa anche la Regione: «Si apre ora la fase più complessa e delicata per realizzare i cambi di gestione nella massima trasparenza e con tempi adeguati, a garanzia dell’integrale salvaguardia dell’occupazione, dei contratti in essere e della cittadinanza. Insieme alle Segreterie Regionali di Cgil, Cisl e Uil abbiamo richiesto all’Assessore alla Sanità piemontese e a SCR, Società di committenza della Regione Piemonte (che ha gestito la gara d’appalto, ndr), di aprire subito un tavolo di confronto su questi importantissimi appalti e di così grande rilevanza per tutte le comunità locali. E’ necessario un immediato riscontro da parte dell’Assessore Icardi per avere risposte certe sulle tante criticità e anomalie ancora oggi irrisolte e per ottenere tempi congrui per espletare tutte le procedure previste per i cambi appalto che a nostro avviso non possono realizzarsi prima dell’autunno».

La vicenda era venuta a galla a marzo, quando i sindacati avevano aperto lo stato d’agitazione per i lavoratori, puntando il dito contro l’eccesso di ribasso con cui era stato affidato il maxi appalto.

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