Comunali Arona e altri 5 centri: spoglio dalle 9 di martedì mattina
21 settembre 19:44
Referendum, Provincia di Novara definitivo: SI 97.730 voti (69,68%); NO 42.532 voti (30,32%)
21 settembre 18:44
Referendum, affluenza definitiva: Italia 53,84%, Piemonte 51,55%, Provincia 50,48%, Novara città 47,28%
21 settembre 18:39
Referendum, NOVARA definitivo: SI 67,61%; NO 32,39%
21 settembre 17:55
Referendum, a Trecate (definitivo): SI 74,65%; NO 25,35%
21 settembre 17:28
Referendum, a Galliate (definitivo): SI 73,17%; NO 26,83%
21 settembre 17:22
Referendum, a Cameri (definitivo): SI 74,31%; NO 25,69%
21 settembre 17:09
Referendum, a Borgomanero (definitivo): SI 67,53%; NO 32,47%
21 settembre 16:58
Comunali, affluenze definitive: Arona 59,71%, Invorio 67,20%, Garbagna 70,62%, Bogogno 69,96%, Vaprio 71,51%, Vinzaglio 74,74%
21 settembre 16:09


Economia&Lavoro In provincia

Maurizio Comoli: «Abbiamo ondeggiato, ma la nostra realtà è diversificata»

Un commento del presidente della Camera di commercio di Novara sulla situazione economica locale e sul prodotto principe della nostra cucina

«Ci troviamo su una nave in tempesta e come tante altre abbiamo ondeggiato». E’ la metafora usata dal presidente della Camera di commercio di Novara Maurizio Comoli, intervenuto in occasione dell’inaugurazione di “ExpoRice”, per parlare della situazione economica locale anche alla luce della pubblicazione dei dati riguardanti l’indagine congiunturale che nel complesso hanno evidenziato, nel secondo trimestre dell’anno in corso, parecchi segni “meno” nel Novarese. 

La nostra “fortuna”, però, ha aggiunto, «è quella di avere un territorio diversificato, dove non e presente un unico settore trainante, anche se questa crisi che ci ha colpito si è rivelata assolutamente trasversale. E’ chiaro che i dati sono tendenzialmente in linea con quelli di altre realtà, ma ci sono segnali che incoraggiano a pensare che anche l’export possa ripartire. C’è però solo da augurarsi che non ci sia un altro lockdown, perché in questo caso non ci sarebbero le risorse per aiutare chi si troverà in difficoltà».

E il settore alimentare è stato l’unico in qualche modo a “reggere”, ben si sta comportamento all’interno di esso il comparto del riso: «Forse – ha commentato scherzosamente Comoli – questo è dovuto anche a un aumento della presenza di popolazione originaria dall’Asia, ma sta di fatto che il consumo pro capite di questo nostro prodotto è sensibilmente aumentato. Al di là di questo, è evidente che, almeno in Italia, si continua sempre più a mangiare questo cereale, nonostante non sempre si riesca a essere in sinergia con l’Europa sul versante della tutela del riso italiano rispetto ad altri provenienti da territori non “impattanti”. Occorre lavorare in difesa dei produttori e dei consumatori. Purtroppo, da questo punto di vista l’Europa non ci dà una mano; o forse non siamo capaci di fare valere le nostre ragioni e i nostri interessi».

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