La Memc ha annunciato 300 milioni di investimento nel suo sito novarese

La multinazionale statunitense ha scelto la sede della nostra città per realizzare il complesso più importante per la produzione di fette di silicio. La soddisfazione del presidente di Confindustria NVV Fileppa e del sindaco Canelli: «Saranno creati subito cento nuovi posti di lavoro»

La sede novarese della Memc Electronic Materials sarà interessata dal progetto TeNeT, che comporterà un’espansione del suo stabilimento di Sant’Agabio attraverso la realizzazione di una nuova struttura di oltre 6 mila metri quadrati per sviluppare e produrre le famose fette di silicio (wafers) da 300 millimetri destinate a soddisfare l’elevata richiesta di dispositivi microelettronici tecnologicamente avanzati. Una scelta, quelle effettuata dalla multinazionale statunitense nei confronti del sito della nostra città (che proprio per la sua competenza e professionalità ha battuto un’agguerrita concorrenza internazionale), che comporterà un investimento di 300 milioni di euro e anche importanti ricadute sul territorio, con la creazione immediata di cento nuovi posti di lavoro.


Lo hanno annunciato questa mattina nella sede di Confindustria Novara Vercelli Valsesia di corso Cavallotti i vertici novaresi di Memc alla presenza del presidente degli industriali Gianni Fileppa, del sindaco di Novara Alessandro Canelli e, in rappresentanza della Provincia, dalla vicepresidente dell’amministrazione di Palazzo Natta Michela Leoni e dalla consigliera delegata Rosa Maria Monfrinoli.


«Memc è un’azienda che tutti i novaresi conoscono perché da quasi mezzo secolo rappresenta il lavoro per tantissime persone del nostro territorio – ha detto il primo cittadino – Si tratta di una vera e propria eccellenza, ma come tutti sappiamo il mondo prosegue il suo cammino velocemente: tutti hanno bisogno di adeguamenti tecnologici, le aziende devono far questo anche all’interno di loro stesse». La scelta di Novara, ha sottolineato invece Fileppa, «non era affatto scontata. Esisteva una fortissima competizione sostenuta anche da altre sue importanti realtà per potersi aggiudicare questo investimento deliberato dalla “casa madre”».

Per arrivare a questo si è battuto in prima persona il management novarese di Memc – rappresentato dal general manager dello stabilimento Marco Sciamanna, dall’human resources director Edgardo Pistoia e dal project management director Edgardo Pistoia – e alla fine è riuscito a “strappare” il sospirato sì. Cosa significherà tutto questo? Ancora Canelli: «Le commesse già ci sono. E Memc, che già rappresenta per 750 lavoratori un’occupazione stabile per i prossimi anni, lo diventerà ancora di più per altri cento». Tutto questo è stato reso possibile, oltre che per la citata “caparbietà” dei vertici locali dell’azienda, anche per altri fattori, interessando della cosa la Regione Piemonte e lo stesso Mise.

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Luca Mattioli

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