Confindustria Novara: «Sostenibilità e circolarità obiettivi imprescindibili per il futuro dell’economia»

È quanto emerso dal convegno “Comunicare la sostenibilità - Strategie, governance e reporting di sostenibilità tra obblighi e opportunità”, organizzato da Confindustria Novara Vercelli Valsesia (Cnvv)

Il futuro dell’economia è nel passaggio da “lineare” a “circolare”, e questa transizione rappresenta un imprescindibile obiettivo strategico per le imprese di ogni dimensione. È quanto emerso dal convegno “Comunicare la sostenibilità – Strategie, governance e reporting di sostenibilità tra obblighi e opportunità”, organizzato da Confindustria Novara Vercelli Valsesia (Cnvv), con il sostegno di Intesa Sanpaolo e in collaborazione con Gruppo Kering e KPMG, mercoledì 14 settembre 2022, nel centro logistico del Gruppo Kering di Trecate (No) e in diretta streaming, a cui hanno partecipato oltre 150 persone.

«In questo momento – ha detto il presidente di Cnvv, Gianni Filippa, aprendo i lavori coordinati da Filomena Greco (Il Sole 24 Ore) – i costi dell’energia, i prezzi delle materie prime e l’aumento dell’inflazione sono i tre problemi principali per le aziende, ma adottare l’approccio ESG, acronimo degli indicatori di natura non finanziaria che misurano l’impatto ambientale (E), il rispetto dei valori sociali (S) e gli aspetti di buona gestione (G) di una organizzazione, come strategia d’impresa di medio-lungo periodo significa dare un contributo concreto per iniziare a risolverli». «Nonostante le difficoltà degli scenari economici e geopolitici attuali – ha aggiunto – dobbiamo impegnarci per l’efficienza energetica e per l’uso razionale delle risorse, adottare approcci di circolarità, rendere le nostre aziende resilienti alla velocità del cambiamento e definire una governance che sia in grado di affrontare scenari imprevisti e creare valore crescente, da condividere con gli stakeholder e le comunità territoriali».

Nel suo intervento Massimiano Tellini, Director Global Head of Circular Economy di Intesa Sanpaolo Innovation Center, ha sottolineato la necessità di separare lo sviluppo economico e sociale dal consumo di risorse naturali finite, considerando la circolarità come un nuovo approccio industriale che mira a trasformare il modo in cui le risorse vengono utilizzate, introducendo sistemi di progettazione, produzione e fruizione che ridefiniscano il ciclo di vita di un prodotto e le sue caratteristiche materiali e distributive. I principi dell’economia circolare, oltre ad accelerare il raggiungimento degli obiettivi ESG, consentono alle aziende di mitigare i rischi del modello lineare (volatilità dei prezzi, inefficienze delle catene di fornitura, trend di consumo e normativi) e di cogliere nuove opportunità di business (miglior posizionamento competitivo, riduzione dei costi delle materie prime, crescita della clientela) evitando gli sprechi e massimizzando il valore intrinseco dei prodotti.

Anche secondo Lorenzo Solimene, partner di KPMG Impact – Sustainability & Climate Changes Services, in un’economia circolare l’obiettivo principale è ricavare il maggiore valore possibile da risorse, prodotti, componenti e materiali per generare un sistema che permetta lunga durata, reimpiego ottimale, ricondizionamento, rilavorazione e riciclo. Per integrare la sostenibilità nel business è quindi necessario ripensare le strategie operative di un’azienda in un’ottica di creazione di valore tanto per l’organizzazione quanto per il contesto in cui opera. E se la principale sfida è il cambiamento culturale che le imprese devono sostenere, il “Bilancio di sostenibilità”, che diventerà entro il 2025 un adempimento obbligatorio per le aziende con più di 250 dipendenti, integrandosi sempre più con il reporting di carattere finanziario, può essere uno strumento utile anche per la pianificazione e il controllo delle attività e dei servizi svolti, che verranno valutati secondo le logiche della loro efficienza economica, tutela ambientale e impatto sociale, contribuendo a riposizionare l’organizzazione su obiettivi che sono sempre più importanti per gli investitori e migliorandone la reputazione.

Nella seconda parte dell’incontro sono state illustrate le strategie di comunicazione di alcune aziende già impegnate sul tema ESG. François-Xavier Morvan, Head of Climate and Environmental Performance di Kering, ha illustrato uno strumento innovativo sviluppato dal Gruppo per misurare e quantificare l’impatto ambientale delle proprie attività. L’account “Environmental Profit & Loss” (EP&L) è un fattore chiave per un modello di business sostenibile che Kering desidera condividere con i colleghi dell’industria del lusso e di altri settori. L’EP&L misura le emissioni di carbonio, il consumo di acqua, l’inquinamento dell’aria e dell’acqua, l’uso del suolo e la produzione di rifiuti lungo l’intera catena di approvvigionamento, rendendo così visibili, quantificabili e comparabili i vari impatti ambientali delle attività del Gruppo. Questi impatti vengono poi convertiti in valori monetari per quantificare l’uso delle risorse naturali. Kering può così utilizzare l’EP&L per guidare la propria strategia di sostenibilità, migliorare i processi e le fonti di approvvigionamento e scegliere le tecnologie più adatte.

Andrea Belli, Communication and External Relations di Barilla Group, dopo avere sottolineato quanto lo stabilimento “Pavesi” di Novara costituisca un motivo di orgoglio per l’azienda, ha ricordato la progettualità di largo respiro, anche temporale, che deve caratterizzare le iniziative in tema di sostenibilità, su cui Barilla è attiva da oltre un decennio. Per portare nel mondo “la gioia del cibo per una vita migliore” sono in corso progetti per il miglioramento nutrizionale dei prodotti, per il mitigamento dell’impatto ambientale e per lo sviluppo e il sostegno delle comunità locali, che vengono implementate da ogni sito produttivo in base alle proprie caratteristiche. I risultati raggiunti sono molti, ma il percorso prevede fasi di analisi e ridefinizione degli obiettivi, anche alla luce di un contesto che è dinamico e complesso. La rendicontazione avviene attraverso un Report di sostenibilità che è distinto da quello finanziario e viene realizzato in collaborazione con tutti gli stakeholder.

Riccardo Zola, direttore commerciale e marketing di Sellmat srl, ha messo in guardia sul rischio del “greenwashing” con cui alcune aziende comunicano la sostenibilità con dati di performance parziali o non del tutto veritieri e posto l’accento sul modello di business di una Pmi che da sessant’anni ha un rapporto molto stretto con il territorio, prendendosi cura delle persone attraverso i loro momenti di “pausa”. In azienda è stato creato un team, di cui fa parte la proprietà, che si occupa di iniziative in tema ESG realizzate in diretta collaborazione con gli stakeholder: tra queste un progetto per la riduzione della plastica basato sulla rigenerazione dei bicchieri utilizzati nei distributori automatici e uno per la trasformazione degli scarti di lavorazione del caffè che vengono utilizzati come ammendante agricolo con proprietà biologiche di pregio in aiuole di piante autoctone per il mantenimento degli insetti del territorio, contribuendo alla ricostruzione dell’habitat naturale in ambienti rurali e urbani.

L’evento del 14 settembre è parte del “Progetto ESG” attivato da Cnvv a inizio 2022 per fornire alle imprese associate informazioni, formazione e consulenza attraverso convegni, webinar, corsi, visite di studio in aziende-modello, gruppi di lavoro, assistenza e consulenza per la redazione del “Bilancio di sostenibilità”, anche in convenzione con società specializzate.

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Paolo Pavone

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