Una rete di accoglienza e raccolta fondi per l’Ucraina. Le istruzioni del Cst

Sul sito del Centro per il volontariato il modulo da compilare rivolto ad associazioni e privati cittadini che possono mettere a disposizione un alloggio di proprietà

Si moltiplicano sul territorio le espressioni concrete di solidarietà nei confronti della popolazione ucraina. Come anticipato ieri dal comandante della polizia locale di Novara e coordinatore delle operazioni di accoglienza, Paolo Cortese, il Cst, Centro servizi per il territorio si è reso disponibile a sondare la disponibilità ricettiva delle associazioni di volontariato della città di Novara e dei privati cittadini ad accogliere i profughi.

Chi avesse le possibilità, come organizzazione di volontariato o da privato cittadino, è invitato a compilare questo modulo esprimendo la propria disponibilità a supportare l’accoglienza delle persone in arrivo. Le persone e le associazioni saranno ricontattate direttamente dal comune di Novara, una volta vagliata la soluzione operativa più appropriata. Per qualsiasi informazione e per eventuali dubbi sulla compilazione del modulo per la ricettività abitativa contattare comunicazione.novara@ciesseti.eu

«Un’altra emergenza che ci vede coinvolti in prima linea, come volontari e cittadini – ricorda Daniele Giaime, presidente del CSTììst Novara Vco – accogliere e ricreare una situazione di normalità per persone che scappano dalla guerra è un dovere di tutti, come rappresentanti del mondo del volontariato ci mettiamo a disposizione dell’Ente pubblico per una chiamata contro le armi, che parli di pace, disponibilità e fratellanza fra i popoli, che riconnetta le persone. Ed ecco il nostro appello per sostenere, come potete, la richiesta di disponibilità recettiva sulla città di Novara. Sarete tanti, lo sappiamo, il nostro grazie, di cuore, fin da ora».

«In questo momento di grande difficoltà e preoccupazione, causata dall’aggravarsi del conflitto in Ucraina, la priorità, nelle nostre zone, è quella di dare ospitalità e un po’ di sollievo ai profughi che sono già arrivati e stanno arrivando nel nostro territorio, offrendo loro innanzitutto un tetto sotto cui vivere – dichiara il sindaco Alessandro Canelli – Qualche famiglia ha già raggiunto in questi giorni la nostra comunità. Abbiamo individuato un luogo di prima emergenza, grazie alla solidarietà  e al grande aiuto di un privato che ha concesso spazi preziosi, ma ora è necessario pensare anche alla seconda fase di emergenza. Ecco perché al Cst di sondare, anche per conto di Prefettura e Provincia, la disponibilità ricettiva delle associazioni di volontariato della città di Novara per supportare l’accoglienza di queste persone nelle prossime settimane e mesi».

Proseguono intanto le raccolte di fondi attraverso FCN in collaborazione con la rete di accoglienza Caritas Diocesi di Novara e altri enti e associazioni (clicca qui).

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