Turismo, via libera alla fusione tra l’Atl di Novara con Biella-Valsesia-Vercelli. È polemica politica

Il parere favorevole è arrivato dal consiglio comunale. Ma il Partito Democratico protesta per l'assenza nell'accordo del Distretto dei laghi

Il consiglio comunale di Novara ha dato parere favorevole alla fusione tra l’Atl di Novara con quella di Biella-Valsesia-Vercelli. Il via libera è stato dato durante la seduta di lunedì 7 novembre dando seguito a un obbligo normativo. I voti favorevoli, però, sono arrivati solo dalla maggioranza. Dai banchi dell’opposizione, infatti, sono state sollevate pesanti contestazioni per una «fusione dimezzata» che non comprende il Distretto turistico dei laghi, ente che ha competenza sul territorio del Lago Maggiore e di tutta la Val d’Ossola.

«Il nuovo ente che verrà a crearsi si chiamerà Atl Terre Alto Piemonte – ha spiegato il sindaco, Alessandro Canelli -. Ci sono ragioni di carattere giuridico ed economico che hanno spinto la Regione a chiedere alle Atl che hanno fatturato meno di 1 milione di euro negli ultimi 3 anni di potersi unire: questo permetterà di avere una presenza più efficace sul territorio. L’optimum sarebbe stato con l’Atl di Quadrante includendo anche il Distretto turistico dei laghi, ma si sa che il Vco anche in altre occasioni si è dimostrato refrattario alle fusioni. Però siamo solo all’inizio e magari si potrà andare in questa direzione in una fase successiva. Sono comunque convinto che questa sia un’operazione che può dare buoni risultati, nonostante non sia completa».

Il nuovo ente avrà un capitale sociale di 286 mila euro di cui 149 mila da Atl Biella-Valsesia-Vercelli e 137 da Atl Novara. La nuova distribuzione delle quote sarà così suddivisa: 35% Novara, 7% Biella, 27,9% Valsesia-Vercelli, 8,78% Camera di commercio, 27,5% Regione che si impegna ad aumentare il proprio capitale al 39,9%. Il successivo assetto vedrà Camera di commercio con il 7,3%, Biella 13%, Valsesia 10,2%, Novara 29,6%. Il nuovo statuto prevede che il CdA sia composto da 5 membri: il presidente nominato dalla Regione a rotazione tra i territori, gli altri quattro indicati da Camera di commercio, Biella, Vercelli e Novara. La sede legale sarà a Vercelli che si trova al centro dei territori; le sedi operative restano quelle attuali e le risorse economiche a disposizione del territorio non cambiano, anzi potranno aumentare.

«Questa sarà l’Atl delle zanzare – ha replicato il capogruppo del Pd, Nicola Fonzo -. Sono d’accordo con il sindaco sul fatto che l’unione avrebbe dovuto comprendere anche il Distretto, ma chi è il presidente? Francesco Gaiardelli, esponente della Lega, il quale ha dichiarato di non pensarci nemmeno a fare la fusione con le altre Atl. Ci sono venti Comuni del novarese che fanno parte del Distretto, tre consiglieri regionali della Lega e nessuno gli ha parlato? Non vi parlate all’interno del vostro partito? Se volete davvero una Atl di Quadrante, la Regione deve smettere di dare soldi al Vco: al Distretto ha dato il 40% delle quote così da permettere all’ente di svincolarsi dalla legge Madia. E questo per volere del capogruppo della Lega in Regione che è ossolano: Preioni conta più di Canelli».

«Gaiardelli non è il dittatore dello stato di bananas – ha ribattuto il sindaco -. Esistono dei soci che esprimono pareri e il presidente fa quello che i soci decidono. Avere con noi il Distretto sarebbe l’optimum, ma i matrimoni è meglio farli quando ci sono due soggetti consenzienti e non con uno dei due che si sente costretto».

Una critica all’assenza del Distretto è arrivata anche da Torino, dal consigliere regionale del Pd, Domenico Rossi: «E’ vero che la legge nazionale impone degli accorpamenti, ma questi si possono fare con giudizio, mettendo al centro lo sviluppo del territorio, oppure assecondando i campanilismi locali. Purtroppo Cirio e la destra in Piemonte hanno scelto la seconda strada. Andava costruita un’azienda turistica di quadrante con l’obiettivo di mettere insieme i territori più forti dal punto di vista turistico per essere di supporto allo sviluppo delle altre aree. Invece, la Regione ancora una volta si fa guidare dai diktat dei partiti locali rinunciando al suo ruolo di programmazione super partes».

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Cecilia Colli

Cecilia Colli

Novarese, giornalista professionista, ha lavorato per settimanali e tv. A La Voce di Novara ha il ruolo di caporedattore.

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