Truffe al tempo del Covid: «Sono in ospedale, ho bisogno di soldi per le cure»

“Ciao nonna, sto malissimo ho la febbre alta, mi hanno fatto il tampone e sono positivo. Adesso sono in ospedale ma ho bisogno di soldi per fare le cure. Quello che puoi, mi servono subito. Passa un mio amico a ritirarli”. Più o meno questo il tenore delle telefonate. Il copione è sempre identico e ricalca nella sostanza quello del “caro nipote” che molte vittime ignare ha mietuto nel corso degli anni. Questa volta i truffatori, personaggi privi di ogni scrupolo, cavalcano l’onda del momento, fanno leva sui sentimenti e sulla paura, ma anche sulla solitudine nella quale le fasce più deboli della popolazione stanno vivendo queste settimane di emergenza sanitaria.

 

 

Secondo quanto appreso questa nuova “frontiera” del raggiro, declinata appunto sull’emergenza, sarebbe già approdata in città e andrebbe ad affiancarsi alle altre tipologie di raggiri messi in atto in queste ultime settimane: da sedicenti addetti incaricati di fare il tampone a domicilio, ad altrettanti sedicenti tecnici addetti alla sanificazione di locali o banconote, per chiudere con la consegna di mascherine “a pagamento”.

E dalla Questura di Novara l’invito a segnalare tempestivamente, attraverso una chiamata al 112, qualsiasi tipo di richieste, ricordando comunque di non dare soldi a nessuno.

E se questo tipo di reati purtroppo non accenna a diminuire, anzi, sembrano trovare proprio in questi momenti di isolamento dei più fragili, il terreno più fertile per l’azione, per gli altri reati si assiste ad un drastico calo.

Praticamente azzerati furti in abitazione e stalking, resta qualche sporadico episodio di furti a bordo di auto o in esercizi commerciali chiusi e qualche segnalazione di “intolleranze” in famiglia che sfociano in liti, più accese del solito, complice la convivenza forzata. Anche le denunce per maltrattamenti in famiglia hanno subito una netta contrazione rispetto a un paio di mesi fa.

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Daniela Fornara

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