Test a tappeto nelle Rsa. Ospiti e personale sotto controllo ogni due settimane

Test a tappetto nelle Rsa. Ospiti e personale sotto controllo ogni due settimane fino al 1° marzo 2021. È quanto prevede il massiccio piano di controllo e monitoraggio predisposto dalla Regione Piemonte. Lo stesso procedimento viene utilizzato a cadenza mensile nelle strutture riservate a minori, disabili, pazienti psichiatrici e affetti da dipendenze.

Il programma prevede, dunque, 700.000 tamponi nelle Rsa (la prima partita da 70.000 è stata consegnata il 26.10, le altre sempre da 70.000 lo saranno il 9 novembre, 23 novembre, 7 dicembre, 21 dicembre, 4 gennaio, 18 gennaio, 1° febbraio, 15 febbraio, 1° marzo); 15.000 nelle residenze per disabili, 12.500 nelle residenze per minori, 20.000 nelle residenze psichiatriche e 5.000 nelle residenze per persone affette da dipendenza.

La Regione ha, infatti, dichiarato di avere effettuato 55.000 tamponi molecolari nelle Rsa e nelle Ra del Piemonte nel mese di settembre e 82.000 a ottobre. Nell’ultima settimana ne sono stati fatti 25.000 di cui 12.000 agli ospiti e 13.000 al personale. È stato trovato positivo il 3% del personale e il 5,5% degli ospiti, contro un dato medio che fra marzo e aprile del 28%.

«L’attenzione rispetto alla situazione dei contagi nelle Rsa del nostro territorio è alta e tale rimarrà. Ci sono problemi, ma c’è la massima disponibilità di tutti alla collaborazione e al confronto costante per garantire salute e sicurezza di ospiti e lavoratori». E’ il commento del presidente della Provincia Federico Binatti e della vice Michela Leoni al termine della Cabina di regia sulle strutture assistenziali e socio-sanitarie con la partecipazione dei rappresentanti della Prefettura, delle aziende sanitarie locali del territorio, della Regione, dell’Ordine dei medici, di Confindustria, dei Consorzi Cisa, Ciss, Cisas, del Comune di Arona, di Anci Piemonte e dei sindacati Cgil, Cisl, Uil e Ugl.

 

 

Secondo quanto emerso dalla riunione, le Rsa novaresi non vivono al momento situazioni di drammaticità, ma non mancano problemi, come ad esempio nel caso della struttura di Meina, anche se è stata comunque evidenziata la presenza di strumenti per contenere la pandemia. Tutto ciò è stato sottolineato sia dai responsabili dei servizi e delle singole strutture, sia dal direttore generale dell’Asl Novara Arabella Fontana.

Diverse, però, le questioni emerse: la carenza del personale infermieristico, degli operatori socio-sanitari che necessitano di formazione ad hoc e dei direttori sanitari. Sono state inoltre messe in luce le difficoltà economiche che le strutture devono affrontare per l’acquisto dei dpi da destinare agli operatori e per gli accertamenti diagnostici, difficoltà aggravate dalla diminuzione delle entrate finanziarie delle strutture che non hanno la possibilità di occupare tutti i posti letto, con un ritardo della Regione nell’adeguamento della quota di partecipazione alle rette. E’ quindi emersa la difficoltà di avviare l’individuazione di strutture dedicate agli ospiti positivi al Covid-19 dimessi dall’ospedale per garantire l’accoglienza e la continuità assistenziale.

«Tutti i presenti hanno concordato sulla necessità di adottare questa misura per la salvaguardia della situazione sanitaria delle altre Rsa – proseguono Binatti e Leoni -. Inoltre, visto l’andamento della curva dei contagi, riteniamo di riunirci a breve scadenza per monitorare la situazione. Come anche in passato la Regione sarà aggiornata rispetto ai problemi emersi durante la riunione».

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