Siccità, la Regione chiede al Ministero di velocizzare le procedure di intervento

Secondo il consigliere regionale Rossi «per ridurre le perdite necessari più investimenti sulla rete»

Abbattere le tempistiche, snellire le procedure, sbloccare le autorizzazioni. Questi gli obiettivi della ricognizione delle infrastrutture idriche realizzata dalla Regione per individuare le progettualità che possono essere avviate subito per potenziare e rafforzare la rete idrica e mitigare l’emergenza siccità. Un elenco di sette importanti interventi, alcuni già pronti che potrebbero beneficiare di deroghe specifiche per una realizzazione immediata, è stato inviato dalla Regione al Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili, in modo che possano usufruire delle risorse del Pnrr.

La Regione ha infatti chiesto ai gestori di reti idriche e degli invasi quali siano gli interventi che più urgentemente necessitano di semplificazione. La risposta è arrivata nell’arco di poche ore da parte di Acqua Novara VCO, Autorità d’Ambito 1 – Verbano Cusio Ossola e Pianura Novarese, Consorzio del Pesio, Consorzio Irriguo di Miglioramento Fondiario – Canale De Ferrari, Consorzio Irriguo di II° grado – Valle Gesso, Comune di Pralormo, SMAT.

«Crediamo sia opportuno riprendere le sollecitazioni già fatte in passato sui temi di difesa del suolo e dissesto idrogeologico – affermano il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio, e gli assessori all’Ambiente Matteo Marnati e alla Difesa del Suolo Marco Gabusi – bisogna avere il coraggio di identificare delle priorità e poi far correre veloci queste opere eliminando vincoli paesaggistici e burocratici. I passaggi che sono coerenti con un’amministrazione ordinaria evidentemente non possono essere efficaci in una situazione di emergenza; laddove vi siano motivi di emergenza le opere prioritarie devono perciò avere una corsia preferenziale, come abbiamo già fatto presente più volte in passato. Ora il governo è pienamente consapevole delle urgenze e vigileremo affinché le sburocratizzazioni avvengano con la stessa rapidità con cui noi abbiamo fatto le segnalazioni».

Tra gli interventi segnalati al ministero c’è anche il riordino e il potenziamento dei sistemi di approvvigionamento idrico a uso idropotabile nel Novarese e Verbano Cusio Ossola.

Secondo il consigliere regionale del Pd, Domenico Rossi, per far fronte alla crisi idrica e ridurre le perdite «sono necessarie più risorse allo scopo di riparare e ammodernare la rete. La Regione investe solo 5 milioni su 88 destinati alle perdite negli ultimi anni. Dovrebbe, invece, essere chiaro che non siamo di fronte a una crisi episodica, al contrario stiamo cominciando a pagare il conto dei cambiamenti climatici ed è un conto strutturale. Ci saranno, infatti, anni in cui pioverà di più ma la tendenza resterà quella di quest’anno, con i ghiacciai sempre più in ritiro e meno acqua a disposizione. Non è una crisi che si risolve invocando la pioggia, né chiedendo solo più responsabilità ai cittadini.  Così come non sarà sufficiente realizzare nuovi invasi».

«C’è un’urgenza da cui partire – aggiunge Rossi – quella di riparare la rete idrica: è scandaloso, infatti, che si perda circa il 50% dell’acqua immessa nelle tubature. Occorre puntare sul modello circolare per metterci nelle condizioni di non usare l’acqua potabile dove non serve e quindi fare un ragionamento serio sui depuratori».

Nella seduta di ieri, 28 giugno, di consiglio regionale, Rossi ha presentato un’interrogazione all’assessore Marnati il quale «ha elencato una serie di incontri, tavoli, riunioni, ma anche di progetti, investimenti ed interventi. Nello specifico l’assessore riferisce di 60 interventi finanziati, grazie al Fondo europeo per lo Sviluppo e la Coesione e al cofinanziamento dei gestori, per un totale di 88 milioni di euro per migliorare la rete idrica e fognaria: di questi solo 7 progetti, per un importo complessivo di circa 5,3 milioni di euro, sarebbero però finalizzati a ridurre le perdite idriche. Ora si guarda al Pnrr che ha una misura specifica per questi interventi, ma i progetti sono ancora in valutazione presso il Ministero. Questa interrogazione ci dice che buona parte delle risorse è arrivata da fondi europei. Ma è evidente che i gestori debbano fare di più su questo aspetto e auspico che gli enti locali, soci dei vari enti gestori, sollecitino costantemente nuovi interventi di riparazione e ammodernamento».

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