Si apparta nei boschi e molesta studentessa 14enne: autista a processo per violenza

tribunale il caldo
Si tratta di un uomo di 53 anni residente ad Arona. La ragazza, oggi maggiorenne, all’epoca dei fatti aveva quattordici anni

Facendo leva sulla giovanissima età della ragazza, e utilizzando velate minacce riferite ai suoi amici, ne avrebbe approfittato per portarla in luoghi appartati nei boschi dell’Aronese, sia con la sua auto sia con l’autobus di una società di trasporti novarese per cui lavorava, e l’avrebbe molestata.

La ragazza, oggi maggiorenne, all’epoca dei fatti, nel settembre 2016, aveva quattordici anni. A un certo punto si era ribellata ed era andata a denunciare tutto ai carabinieri. La sua denuncia ha portato ora sul banco degli imputati in tribunale a Novara, con l’accusa di violenza sessuale su minore, un uomo di 53 anni residente ad Arona.

Vittima e molestatore si conoscevano di vista, anche in virtù del lavoro di autista dell’uomo. Stando a quanto raccontato dalla ragazzina ai famigliari e poi ai carabinieri, nell’autunno di cinque anni fa, in almeno tre occasioni, lui l’avrebbe fatta salire sulla sua auto, in maniera insistente, e poi l’avrebbe portata in zone boschive nella valle del Ticino, nel territorio di Varallo Pombia. Dopo aver parcheggiato la macchina, avrebbe abbassato il sedile e si sarebbe calato i pantaloni, toccando e baciando la studentessa. Lei, che si trovava da sola con il conoscente e in un luogo completamente isolato, non avrebbe potuto far nulla per ribellarsi.

Sarebbe successo ancora nelle settimane seguenti, in particolare in giorno in cui il cinquantenne era alla guida dell’autobus, fuori servizio, e aveva notato lei alla stazione di Arona. Le avrebbe proposto un passaggio ma poi, anziché dirigersi a casa della giovane, si sarebbe fermato nel parcheggio del Safari Park di Pombia e lì si sarebbe nuovamente abbassato i pantaloni e avrebbe palpeggiato e baciato la ragazzina. Avrebbe poi tentato di farsi masturbare ma lei gli aveva detto chiaramente di no e si era messa a piangere e urlare. Quindi l’uomo non era andato oltre. Visto il disagio psicologico della ragazza in quel periodo, i suoi genitori avevano approfondito i motivi e la verità era venuta a galla. La vittima è già stata ascoltata in incidente probatorio nel 2018. Non dovrà quindi testimoniare in aula.

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