Rifugi chiusi e ignoti forzano l’ingresso del bivacco alla Colma

Tempo di emergenza da Covid 19 e anche rifugi e bivacchi alpini sono stati chiusi; e così è stato anche per quelli presenti all’interno del Parco Nazionale della Val Grande il tutto non nel senso di un provvedimento meramente restrittivo ma nell’ottica di proteggere i visitatori da possibili contagi e anche per l’impossibilità di mantenere gli standard di sicurezza relativi al distanziamento e di effettuare controlli di tipo sanitario sulle strutture. Ma pochi giorni dopo l’annuncio della chiusura, la sorpresa: qualcuno ha forzato il meccanismo di chiusura dell’ingresso del bivacco alla Colma di Premosello.

 

 

Un gesto che sembrerebbe essere più un atto di spregio delle regole piuttosto che finalizzato ad un’altra azione.

«Un fatto grave – dichiara il presidente del parco Massimo Bocci – anche inaspettato che mi rattrista molto. Si pensa sempre che i frequentatori della montagna siano persone rispettose dei luoghi e delle regole, ma devo constatare che non è cosi. In questo caso vince l’inciviltà… Uomini a piedi dovranno tornare sul posto per rimettere la chiusura. In ogni caso si tratta di un reato e procederemo nelle sedi opportune».  «Mi auguro – ha aggiunto il sindaco di Premosello Giuseppe Monti – che questi personaggi possano essere perseguiti dalla legge; è stata violata un’ordinanza sindacale emessa per questioni sanitarie».

Sull’accaduto stanno indagando i militari del Reparto carabinieri del Parco Nazionale Val Grande.

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Daniela Fornara

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