Protesta per la tensostruttura nel giardino della Pier Lombardo, l’assessore De Grandis: «Si farà mi spiace per voi»

Il comitato spontaneo dei residenti è stato ricevuto in commissione consiliare. Ma il Comune non torna indietro sul progetto per il contenitore che dovrà ospitare gli iscritti della Ginnastica Libertas Novara. De Grandis: «Il dirigente scolastico è contento»

I residenti di via Magalotti, viale Allegra e via Galvani protestano contro la tensostruttura che verrà collocata nel giardino del complesso scolastico Pier Lombardo (che comprende anche l’infanzia e la primaria Galvani) per ospitare la società Ginnastica Libertas Novara, ma l’assessore allo Sport Ivan De Grandis ribadisce: «Il progetto si farà, mi spiace per voi che non avete una visione che corrisponde alla realtà dei fatti».

Nessuna marcia indietro da parte del Comune, dunque, che sta per pubblicare il bando per l’assegnazione dei lavori e ha anche approvato una mini variante al piano regolatore per il cambio di destinazione d’uso dell’area che dovrà accogliere il “pallone”. Lo stesso (seppure di dimensioni diverse, questo è alto 7 metri, che avrebbe dovuto essere collocato nell’area verde tra via Fara e via dei Carbonari: lì la contestazione dei residenti – 1000 le firme depositate – aveva bloccato tutto e il progetto si era concluso con un nulla di fatto.

La Libertas, infatti, si allenava all’ex campo Tav, ma con l’apertura del cantiere per la riqualificazione, è stato necessario traslocare la società che ora è provvisoriamente collocata nella palestra dei Vigili del fuoco in via Generali.

L’area interna alla Pier Lombardo dove sarà collocata la tensostruttura

«Il problema non è la palestra, che è un bene per la città, ma la sua locazione» ha detto Giuliano Subani, rappresentante del comitato che ha raccolto 154 firme, durante la commissione consiliare del 18 giugno dove sono sono stati ascoltati i residenti tra cui era presente anche il professor Giancarlo Andenna, medievista di fama mondiale e Novarese dell’Anno 2023. «Viene tolto del verde alla scuola che costituisce spazio per i ragazzi che fanno attività all’aperto, oltre all’impatto visivo non gradevole – ha proseguito Subani -. Poi c’è il problema del traffico: non si tratterà solo di 50 bambini per volta in occasione degli allenamenti, ma ci saranno anche gare ed eventi. Dunque via Magalotti e le vie laterali saranno sature di auto».

A leggere un testo concordato con il comitato è stata Elena Bet: «La scuola accoglie 550 alunni che fanno l’intervallo all’aperto. Ridurre questi spazi significa impoverire i ragazzi rispetto alle attività svolte finora. E la scuola non è ancora stata ufficialmente informata».

«Quel verde è lì dal 1970, da quando sono stati costruiti i condomini: se lo togliete anche il valore dell’immobile diminuisce – ha detto Sergio Rudoni, un altro residente -. Perchè non utilizzare strutture abbandonate per la palestra? Abbiamo avanzato numerose proposte tra cui il bocciodromo o altri campi di viale Kennedy, l’ex mercato ortofrutticolo o lo stadio di via Alcarotti. Soluzioni ce ne sono se si vuole».

«La struttura sarà posizionata sull’area cementificata e su quella verde per lo 0,4% di 10.000 metri quadrati – ha affermato De Grandis ribattendo punto per punto quando riportato dai cittadini -. Non è vero che gli alunni non potranno continuare a usare l’area esterna e comunque la scuola è stata informata e il dirigente è contento». Per quanto riguarda il traffico: «L’attività sarà minore al 10% di quella scolastica. Fuori dall’orario, i genitori che accompagnano i figli in palestra possono parcheggiare nel cortile della scuola e non sostare in strada. Dire che venga sconvolto traffico è falso: ci sono opinioni che sono basate su gusti personali, ma che non trovano riscontro nei dati oggettivi». Sulle soluzioni alternative: «Ne abbiamo valutate, ma non ce ne sono adeguate per la ginnastica e comunque gli spazi servono subito». E infine: «È inammissibile pensare che un progetto pubblico di questo genere possa influenzare negativamente il valore immobiliare dei condomini confinanti».

«Non si può dire ai cittadini “mettetevi il cuore in pace tanto il progetto lo facciamo comunque” – ha ribattuto il capogruppo del Pd, Nicola Fonzo -. Il confronto non è tra i cittadini e la società sportiva, ma tra cittadini e l’amministrazione che ha fatto questa scelta. Via Fara non vi ha insegnato nulla? Il suo limite assessore è che i cittadini deve ascoltarli prima, non dopo quando è costretto; amministrare significare anche spiegare le cose e se serve cambiare idea: questo è un elemento di vanto per un amministratore».

De Grandis ha replicato che «non mi sono mai sottratto a parlare con i cittadini, ma non ho voluto farlo durante il periodo della campagna elettorale» e ha riportato i risultati del voto per dare più legittimazione alle sue posizioni: «In quel seggio la mia candidata (riferendosi a Chiarelli, ndr) ha preso il 37% delle preferenze, significa che molti dei residenti hanno apprezzato il nostro lavoro…».

«Il progetto si fa senza ripensamenti: questa è la valutazione del partito che prende il 37% del consenso? E perchè il dirigente scolastico non è stato invitato oggi?» è intervenuta la consigliera Milù Allegra.

«Due anni e mezzo fa l’amministrazione sapeva che il campo Tav doveva essere riqualificato e avrebbe dovuto muoversi per tempo – ha aggiunto il consigliere Rossano Pirovano -. Dopo il passo indietro su via Fara avete, invece, pensato di portare tensostruttura da un’altra parte, non capendo che anche lì i cittadini avrebbero fatto una sommossa».

Una proposta di mediazione è arrivata dalla consigliera della Lega, Valentina Graziosi: «Credo che l’impatto estetico sia il problema più rilevante perchè non penso che il traffico verrà incrementato. È possibile ragionare su coperture verdi in modo che l’impatto visivo venga mitigato? Sarebbe una soluzione per voi cittadini?».

La seduta si è conclusa dopo due ore di inteso dibattito, tanto che non è stato possibile dare la parola al rappresentante della Federazione ginnastica, Massimo Contaldo, che sarà ascoltato nella prossima sessione. Ancora da fissare la data.

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Cecilia Colli

Cecilia Colli

Novarese, giornalista professionista, ha lavorato per settimanali e tv. A La Voce di Novara ha il ruolo di direttore

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