Più automazione e sicurezza al centro Amazon di Agognate

Robotica e nuove tecnologie guidano la movimentazione e consentono di aumentare la sicurezza e il comfort sul lavoro. E i dipendenti possono segnalare migliorie: oltre duemila sono state accolte

Amazon punta sull’innovazione tecnologica per migliorare il lavoro e per aumentare il livello di sicurezza e di comfort dei dipendenti. E il nuovo centro di Novara, aperto lo scorso anno, gestisce un progetto pilota espressamente rivolto ad un maggior coinvolgimento dei lavoratori al fine di migliorare operatività e sicurezza.

Queste realizzazioni sono state presentate al “tech tour” svoltosi al centro di Agognate nel pomeriggio di giovedì 3 novembre, guidato da Francesco Raveggi, EHS Director – EU FC and Emerging Markets Amazon, in pratica il direttore europeo per la sicurezza, e Gianpiero Negri, EU Senior Manager, Machine Safety – Robotics Advanced Technology Amazon, il responsabile europeo per le nuove tecnologie, accompagnati da Alessandro Alberici, direttore dello stabilimento di Novara.

Gianpiero Negri, Francesco Raveggi e Alessandro Alberici durante il “tech tour” al centro Amazon di Novara

«Il nostro obiettivo – ha introdotto Raveggi – è di migliorare costantemente la sicurezza e le condizioni di lavoro dei nostri dipendenti. Per questo Amazon ha investito più di 400 milioni di euro negli ultimi tre anni in ricerca e sviluppo nel campo dell’automazione e nell’implementazione di nuove tecnologie».

«Il nostro team europeo di Advanced Technology, che lavora presso lo European Innovation Lab di Amazon con sede a Vercelli – ha aggiunto Negri – in tre anni si è già occupato di installare 550 nuove tecnologie in oltre 70 centri di distribuzione in Europa».

Obiettivo: massimo confort ergonomico e miglioramento della sicurezza dei lavoratori, «iniziativa che fa parte dei nostri valori» ha sottolineato Raveggi.

Anzitutto il centro novarese è costellato di defibrillatori, uno ogni 150 metri, e i dipendenti sono chiamati a fare esperienze dirette delle diverse attività, attraverso 500mila ore di formazione e anche grazie ad una piattaforma in cui simulare le operazioni con la guida di un tutor e acquisire sul campo le capacità di movimenti in sicurezza.

Si aggiungono macchine e robot tecnologiamente innovativi che alla maggior sicurezza uniscono una minor fatica o prendono in carico e automatizzano le operazioni ripetitive, in modo da evitarle alle persone.

Al centro distribuzione di Novara gli esempi sono molteplici. Anzitutto i sollevatori “a vuoto” di pacchi, dotati di ventose, e i bancali che salgono e scendono in modo da presentare sempre il carico in posizione ergonomica, o i banchi con sfere per consentire lo spostamento di oggetti senza dover vincere l’attrito. O, ancora, le postazioni di packaging, dove è confezionato il pacco da spedire al cliente, che sono completamente ergonomiche.

L’applicazione delle innovazioni tecnologiche avviene soprattutto nei processi di “depallettizzazione” e “pallettizazione” e poi nel sistema robotico in grado di identificare gli oggetti da prelevare e smistarli dai nastri trasportatori di ingresso a quelli di uscita.

Il primo processo consente all’operatore di decomporre un pallet proveniente da altri centri e inserire le “ceste” nel sistema di nastri trasportatori che vanno allo stoccaggio nell’area robotica: un lavoro che prima veniva svolto manualmente con movimenti ripetitivi e molto onerosi ed ora avviene senza alcuno sforzo fisico e solo con l’uso di un muletto all’interno di un’isola con barriere e sensori fotoelettrici protettivi. Analogamente avviene l’operazione inversa. «Siamo in accordo con gli standard europei, oltre i minimi previsti dalle norme, e la tecnologia è sviluppata da una azienda italiana con cui il nostro team si integra» ha spiegato Negri.

Innovazione con tecnologia italiana anche nel sistema di smistamento che ora evita operazioni ripetitive ai lavoratori, riducendo i rischi. Il tutto, anche qui, all’interno di una gabbia protettiva.

Innovazione, evidente, anche nel magazzino, dove sono collocati “scaffali” plastici, continuamente movimentati da robot che seguono percorsi segnati da codici per trasferirli dalle postazioni dove operatori caricano gli oggetti arrivati, alle postazioni dove prelevano quelli ordinati per la spedizione. Massima la sicurezza: il tutto è racchiuso da protezioni e vi può fare ingresso un operatore – per eccezionali operazioni di manutenzione o di ripristino – dotato di particolari sistemi di sicurezza che rallentano e fermano i robot sul suo percorso, fino all’uscita.

Ma tutta questa automazione si estenderà sempre di più e porterà alla sostituzione dei lavoratori con le macchine? «No – rispondono i responsabili di Amazon – perché le due cose vanno a braccetto nel concetto di complementarietà, introducendo le tecnologie per i compiti ripetitivi e assegnando agli operatori i compiti essenziali. I numeri dimostrano che cresciamo in entrambe le direzioni: da oltre 11 anni Amazon ha introdotto la robotizzazione e da allora ha creato 1 milione e mezzo di posti di lavoro nel mondo e, in Europa, 200mila. A Novara, con la robotizzazione, sono già stati creati oltre 850 posti a tempo indeterminato, vicini alle previsioni dei 900 in tre anni».

Amazon mostra anche di voler responsabilizzare i dipendenti, in particolare sugli aspetti della sicurezza, chiedendo loro di fornire consigli e proposte che possano migliorare l’esperienza di lavoro. «Qui a Novara è stato creato il Safety Action Team – spiega Alberici – che ha portato alla realizzazione di oltre duemila piccole innovazioni, per far convivere le grandi innovazioni tecnologiche con un continuo miglioramento della sicurezza». Un progetto pilota. E a coloro che propongono buone idee va una menzione particolare con tanto di fotografia sulle bacheche interne, il ringraziamento dell’azienda ed anche un «riscontro diretto».

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Antonio Maio

Antonio Maio

Nato a Lecco il 26 febbraio 1957, vive a Novara dal 1966. È sposato e ha un figlio. Iscritto all'ordine dei giornalisti il 30 aprile 1986 ha svolto la professione quasi esclusivamente ai nove settimanali della Diocesi di Novara fino a diventarne direttore nel settembre 2005, carica mantenuta fino a tutto il 2016.

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