Oggi riaprono gli uffici postali di Veveri e Bicocca

Riaprono questa mattina, lunedì 27 luglio, gli uffici postali di via Caviggioli, alla Bicocca, e di via Verbano a Veveri. Ma soltanto per tre giorni la settimana e l’amministrazione comunale vigilerà affinché questa sofferta decisione non si dimostri un semplice palliativo, nascondendo soluzioni più drastiche in autunno. Lo farà, sindaco Canelli in testa, forte del mandato ricevuto dall’intero consiglio comunale, che nella seduta di venerdì ha approvato all’unanimità un ordine del giorno urgente presentato dal consigliere Maurizio Gavioli.

A ripercorrere l’intera vicenda ci ha pensato lo stesso esponente leghista, già in passato, all’epoca dei CdQ, presidente del consiglio circoscrizionale Sud Est e più recentemente promotore della ricostituzione in forma spontanea proprio del comitato di quartiere della Bicocca: «Poste Italiane – ha ricordato – negli ultimi mesi ha messo in campo un piano di riorganizzazione a livello nazionale che prevederebbe la chiusure di oltre mille sportelli in tutta la Penisola, oltre ad altri 609 da razionalizzare. Limitatamente al Piemonte si parla della chiusura di una sessantina di uffici, e della riduzione degli orari per altri centrotrenta». Per Gavioli «le Poste rappresentano la sempre un importante servizio per una particolare fascia di utenza, in particolare gli anziani. La soppressione di questi due uffici porterebbe a disagi non indifferenti».

 

 

Tutto è nato all’indomani del lockdown, quando al momento della riapertura, a differenza di altri sportelli cittadini, le serrande di via Caviggioli e via Verbano sono rimaste abbassate, pare per motivi legati al Civid. Una giustificazione «inaccettabile, perché anche in questi due uffici erano state previste tutte le norme di sicurezza. Alla Bicocca – ha proseguito Gavioli – si è mosso in prima persona lo stesso parroco don Andrea mentre una raccolta di firme ha portato in poco tempo al superamento di milleduecento sottoscrizioni».

Della cosa si sono interessati anche i parlamentari novaresi Marzio Liuni e Gaetano Nastri, poi la soddisfazione per questa riapertura, anche se «non vorremmo si trattasse di una soluzione tampone. Questo ordine del giorno potrebbe essere superato ma invece non lo è. Anche perché aprire tre giorni alla settimana potrebbe sembrare appunto una soluzione momentanea; la nostra preoccupazione è legata a una nuova possibile serrata dopo le ferie estive. Quello di oggi non deve essere un contentino».

«Un odg che mi trova d’accordo – ha aggiunto lo stesso Canelli – in quanto va nella direzione di rafforzare la nostra azione di stabilizzazione dell’attività di Poste italiane. Personalmente non conosco i particolari questo piano di ristrutturazione che dovrebbe essere messo in campo, certo è che faremo di tutto affinché non ci sia un impatto sull’operatività dei vari uffici cittadini. Un piccolo risultato lo abbiamo già raggiunto. Facciamo in modo che diventi stabile e non sia temporaneo».

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