Novaresi dell’anno, il premio sceglie il sociale: frati di San Nazzaro, Avo e Invernizzi

La consegna del Sigillum Communitatis Novariae è in programma il 20 gennaio all'Arengo del Broletto

Sono stati svelati i Novaresi dell’anno, i riconoscimenti che, in vista delle festività di San Gaudenzio, ogni anno accendono i riflettori su persone e realtà capaci di lasciare un segno concreto nella vita della città. Un premio che non è soltanto una vetrina di meriti individuali, ma anche una fotografia – anno dopo anno – di ciò che Novara considera prezioso, urgente e da sostenere. E la fotografia del 2026 è nitida: la direzione scelta è quella del sociale. Non come etichetta generica, ma come campo d’azione quotidiano, fatto di presenze costanti, di attenzione alle fragilità, di reti che tengono insieme la comunità quando i bisogni crescono e le risposte non possono essere demandate solo alle istituzioni. In questa prospettiva si colloca la terna annunciata: un volontariato storico e radicato, un supporto silenzioso ma indispensabile in ospedale, e un impegno civico che intreccia ricerca, formazione e responsabilità sul territorio.

«Abbiamo voluto che il premio raccontasse una Novara che si prende cura, in forme diverse ma complementari: dalla povertà che cresce, alla vicinanza in ospedale, fino all’impegno civile e scientifico – spiega il sindaco Alessandro Canelli, che presiede il comitato di selezione -. Tre persone e realtà che, con il loro impegno quotidiano, incarnano pienamente i valori di solidarietà, umanità e dedizione che contraddistinguono la nostra comunità».

Il primo riconoscimento va, dunque, alla comunità dei frati francescani di San Nazzaro della Costa, punto di riferimento per un volontariato tra i più tradizionali e radicati, rivolto a chi è in difficoltà e vive situazioni di fragilità sempre più diffuse. Un impegno quotidiano che richiama la dimensione francescana della prossimità e dell’ascolto, in un anno dal valore simbolico particolare: ricorrono infatti gli 800 anni dalla morte di San Francesco, a cui i frati continuano a ispirarsi senza tradire lo spirito originario dell’accoglienza e della cura degli ultimi.

Il secondo premio è per l’Avo, Associazione volontari ospedalieri, che opera ogni giorno nei reparti dell’ospedale Maggiore, pronto soccorso compreso, affiancando i pazienti e i familiari con una presenza concreta: orientamento, piccoli aiuti pratici, ma soprattutto compagnia e sostegno morale nei momenti più delicati.

A chiudere la terna è Anna Chiara Invernizzi, già vice presidente in Confindustria Novara e in Fondazione Cassa di Risparmio di Torino, docente di marketing dell’Università del Piemonte Orientale e imprenditrice, impegnata nel sociale come delegata novarese di Fondazione Veronesi, vicepresidente di Fondazione Comunità Novarese,
membro del consiglio direttivo di Novara di Fondazione Cariplo, Territorio e Cultura onlus e di Ail Novara onlus.

La consegna del Sigillum Communitatis Novariae ai tre Novaresi dell’anno è in programma martedì 20 gennaio alle 17.30 all’Arengo del Broletto.

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Immagine di Cecilia Colli

Cecilia Colli

Novarese, giornalista professionista, ha lavorato per settimanali e tv. A La Voce di Novara ha il ruolo di direttore