Novara, meno infortuni e morti sul lavoro dopo l’anno del Covid

Così i dati Inail da gennaio a luglio 2021, mentre in Italia ci sono più incidenti. Lo scorso anno un quarto degli infortuni e un terzo dei decessi (+28% di mortali sul 2019 a livello nazionale) dovuti al Covid: il 70% tra gli operatori sanitari. In ripresa le denunce di malattie professionali, raddoppiate nei primi mesi 2021 a Novara, dove dal 2017 la seconda causa è per tumori.

Meno infortuni sul lavoro e meno “morti bianche” nei primi sette mesi dell’anno, rispetto allo stesso periodo del 2020, l’anno segnato dalla pandemia. Aumentano, invece, le denunce di malattie professionali. Così in Provincia di Novara secondo i dati dell’Inail al 31 luglio scorso che indicano una tendenza inversa a livello nazionale dove si è avuto un aumento delle denunce di infortunio, pur con una diminuzione di quelle con esito mortale.

Tendenza opposta nel Novarese (e in Piemonte) rispetto ai dati nazionali anche nell’intero 2020, un anno del tutto particolare che ha visto in Italia un calo generalizzato delle denunce di infortunio dell’11,4% rispetto al 2019 e un aumento del 27,6% di incidenti mortali, mentre nel Novarese gli infortuni sono aumentati del 5,3% e le morti quasi dimezzate. Sugli infortuni denunciati la stessa Inail rileva che gli unici incrementi rispetto al 2019 sono rilevati in Valle d’Aosta (+17,5%), Piemonte (+5,7%) e provincia autonoma di Trento (+2,1%).

BETTONI (INAIL): «LA PANDEMIA HA CONDIZIONATO IL FENOMENO INFORTUNISTICO»

«La pandemia nel 2020 ha fortemente condizionato l’andamento del fenomeno infortunistico. Da un lato – ha spiegato il presidente nazionale dell’Inail, Franco Bettoni, nell’illustrare i dati 2020 a livello nazionale – essa ha comportato la riduzione dell’esposizione al rischio per gli eventi ‘tradizionali’ e ‘in itinere’, a causa del lockdown e del rallentamento delle attività produttive, dall’altro ha generato la specifica categoria di infortuni per il contagio da Covid-19”. Ad influire anche il massiccio ricorso allo smart working.

Lo scorso anno in Italia quasi un quarto degli infortuni sono relativi a contagi da Covid di origine professionale, a cui sono da addebitare oltre un terzo dei 1.538 casi mortali. Quasi il 70% dei contagi professionali da Covid ha interessato il personale sanitario e parasanitario

L’effetto Covid si è avuto anche sulle malattie professionali con una netta diminuzione di denunce (-26,6% in Italia e -45,5% nel Novarese) a cui segue una netta ripresa nei primi mesi dell’anno in corso. Sul 2020 l’Inail annota come «se la chiusura di molte attività ha ridotto l’esposizione al rischio di contrarre patologie» anche «lo stato di emergenza può aver reso difficoltoso» l’iter per la presentazione della denuncia.

INFORTUNI, MENO MORTI NEL NOVARESE

Grazie all’elaborazione dei dati presenti su Open Data Inali si può conoscere il quadro in provincia di Novara: nel 2020 si sono avute 9 denunce di infortunio mortale (8 in azienda e 1 “fuori”, tutti uomiini) contro le 17 del 2019 mentre tra gennaio e luglio di quest’anno soltanto 3 (2 uomini e 1 donna tutti italiani), contro le 4 dello stesso periodo dell’anno scorso. Le morti accertate “sul lavoro” dall’Inail sono state 3 contro le 10 del 2019.

Gli infortuni sul lavoro denunciati tra gennaio e luglio 2021 sono 1.811 (-17,9% sul 2020), di cui 1.574 in occasione di lavoro (-21,1% sull’anno scorso). Una diminuzione di denunce si è registrata solo nel Nord Ovest italiano, in particolare in Piemonte e Lombardia. Nell’intero 2020 gli infortuni denunciati sono stati 4.091 (cifra record nel quinquennio: +5,3% dei 3.886 nel 2019 e + 15% dei 3.556 del 2016) e quelli riconosciuti “sul lavoro” 2.812 (+27% sul 2019) di cui il 10,4% avvenuti “fuori dell’azienda”, cioè “con mezzo di trasporto” o “in itinere”, nel percorso di andata e ritorno tra la casa e il luogo di lavoro.

Degli oltre 4mila infortuni denunciati nel 2020, l’88% ha riguardato uomini, l’82% cittadini italiani e il settore maggiormente coinvolto è stato il terziario (29,7%) che ha largamente sorpassato l’industria (18,2%), tornata settore con più casi nell’anno in corso.

MALATTIE PROFESSIONALI, RIPRENDONO LE DENUNCE

Le malattie professionali denunciate durante il 2020 nel Novarese sono state 55, cioè il 45,5% in meno (contro il -26,6% nazionale) delle 101 registrate nel 2019. Nel 29,1% dei casi (a fronte di una media nazionale del 35,3%) è stata riconosciuta la causa professionale. Le denunce riguardano le malattie e non i soggetti ammalati, che sono 49, di cui 15, il 30,6% del totale, per causa professionale riconosciuta dall’Inail. I lavoratori con malattie asbesto-correlate riconosciute sono saliti a 7 (4 nel 2019) e le persone decedute con malattia riconosciuta sono 3 come lo scorso anno.

Come a livello nazionale il 2021 ha portato ad una ripresa delle denunce di malattie professionali: nel Novarese 59 tra gennaio e luglio, più del doppio delle 26 dei primi sette mesi 2019. Le patologie del sistema osteo-muscolare e del tessuto connettivo (61,5%), dell’orecchio (15,4%) e dei tumori (9,6%) rappresentano, nei primi sette mesi del 2021, le prime tre malattie professionali denunciate in Provincia di Novara mentre a livello nazionale la terza patologia è relativa al sistema nervoso e i tumori seguono le malattie del sistema respiratorio.

Nel corso dell’intero 2020 si sono registrate ben 14 denunce (il 31,8% del totale) per patologie tumorali, che dal 2017 risultano le più denunciate dopo quelle del sistema osteomuscolare.

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Antonio Maio

Antonio Maio

Nato a Lecco il 26 febbraio 1957, vive a Novara dal 1966. È sposato e ha un figlio. Iscritto all'ordine dei giornalisti il 30 aprile 1986 ha svolto la professione quasi esclusivamente ai nove settimanali della Diocesi di Novara fino a diventarne direttore nel settembre 2005, carica mantenuta fino a tutto il 2016.

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